Pensotti, Tolcachir, Feldman: gli spettacoli inediti dei registi più interessanti del teatro contemporaneo argentino.

Dall’altra parte del mondo, si sa, le stagioni vanno al contrario, perciò mentre da noi quella teatrale volge al termine in Argentina sta per ricominciare, insieme all’autunno e ai primi freddi. I due mesi passati nella capitale porteña a fine 2017 ci hanno infatti regalato non solo l’inizio di una seconda primavera ma anche una panoramica sull’annata teatrale che in quel momento andava a concludersi. Complice il Festival FIBA, la Bienal de Arte Joven e la promiscuità artistica che fa spuntare eventi e spettacoli inediti sempre e in ogni luogo, abbiamo potuto concentrare in quelle settimane la visione di opere dal taglio diverso e dislocate in luoghi teatrali e non. 

Timbre4, la casa teatrale di Claudio Tolcachir

Adesivo del teatro Timbre4

Prima di tutto abbiamo fatto una capatina al Timbre4, il centro teatrale diretto e fondato da Claudio Tolcachir, che iniziò rimettendo a posto una vecchia fabbrica di scarpe in disuso dove provare con i suoi attori e pian piano acquisì gli altri spazi del condominio su cui affacciava l’immobile fino ad avere, oggi, una struttura con sala teatrale, scuola di recitazione, bar-ristorante e spazi per le prove, nel cuore del quartiere Boedo. Siamo stati fortunati e in quell’occasione abbiamo potuto vedere la sua ultima creazione, lo spettacolo “Próximo” interpretato da Santi Martín e Lautaro Perotti, già protagonista de “El caso de la familia Coleman”, quest’ultimo arrivato sulle nostre scene lo scorso autunno al Teatro, neanche a dirlo, Argentina di Roma. 

“Próximo” è invece completamente inedito in Italia e ad oggi, in Europa, è stato visto solo a Madrid. E a Buenos Aires, da noi, che c’eravamo. Per la recensione e per gli altri spettacoli inediti di Claudio Tolcachir visti al Timbre4, ecco dove cliccare

 http://www.progettobarca.it/una-serata-al-timbre4-officina-teatrale-nel-cuore-popolare-della-citta/

La ricerca sonora di Nahuel Cano e dei Rimini Protokoll

Poi abbiamo seguito il debutto in anteprima alla Bienal de Arte Joven dello spettacolo “Una tierra salvaje”, esito finale di un percorso lungo e complesso portato avanti dal giovane regista Nahuel Cano, affiancato in quest’esperienza di messinscena “sonora” dal musicista e compositore Ezequiel Menalled. Unica operazione di ricerca davvero controcorrente che abbiamo visto – in una realtà teatrale caratterizzata da una forte autorialità, da opere con impianti drammaturgici importanti che esigono una certa gestione della parola – la nostra B.A.R.C.A. seguirà questo spettacolo fino al suo debutto in forma compiuta nell’ultima settimana del FIBA. Sempre partendo da un lavoro sul suono e sull’ascolto, i Rimini Protokoll ci hanno portato nelle viscere della città con il site specific “Remote Buenos Aires” ideato da Stefan Kaegi, esperienza unica ed emozionante. 

Mariano Pensotti e Matías Feldman, spettacoli inediti e luoghi dell’arte

Dalle comode poltrone dei teatri cosiddetti ufficiali abbiamo potuto invece vedere il lavoro di due fuoriclasse del teatro contemporaneo argentino: Matías Feldman e Mariano Pensotti, rispettivamente in scena con “El Ritmo – Prueba 5” e “Arde brillante en los bosques de la noche”, due capolavori di scrittura, sia scenica che drammaturgica, entrambi spettacoli inediti sulle scene europee e rappresentativi dei percorsi di due artisti di grande talento, purtroppo ancora sconosciuti in Italia. 

Susana Pampín con la sua marionetta nel primo atto dello spettacolo “Arde brillante en los bosques de la noche” di M. Pensotti. 

E poi, come sempre, ci siamo lasciati cullare dalla città, dal suo ritmo, dalla primavera incipiente, visitando i suoi luoghi più nascosti e iconici dove l’arte, da sempre, nasce e cresce prima di arrivare al grande pubblico. E’ così che siamo andati a trovare Gabriel Guz nel suo Espacio Lavallén, il quale ci ha raccontato il fenomeno underground delle “casas de artista”, per arrivare poi nel mitico Caffé Tortoni su Avenida de Mayo, storico ritrovo di artisti e intellettuali per tutto il Novecento. 

Tutto questo, raccontato dalle voci dei protagonisti e accompagnato da immagini inedite, lo trovate qui:

Buona visione!

Alice Ferranti
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Alice Ferranti

Progetto B.A.R.C.A. at Pandora Lab
Attrice vagabonda, curiosa, esploratrice di nuovi scenari teatrali con un debole per i voli intercontinentali e i viaggi a dorso di cammello. E' ideatrice del Progetto B.A.R.C.A. con il quale vi traghetterà alla scoperta di autori, testi, spettacoli e di quello che succede in giro ad altre latitudini.
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