Arditodesìo/Pale Blue Dot (debutto assoluto) #PBDtheshow

Data: 24/11/15 - 26/11/15
Ora: 20.00 - 21.00

Luogo
Le Carré Les Colonnes (mappa sotto)

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Fattiditeatro è Social Media Partner dello spettacolo Pale Blue Dot (#PBDtheshow è l’hashtag che accompagnerà la tournée internazionale), ultima produzione della Compagnia Arditodesìo. Lo spettacolo debutterà in prima assoluta a Le Carré Les Colonnes di Bordeaux il 24 novembre all’interno del festival di teatro-scienza FACTS organizzato dall’Università di BordeauxAndrea Brunello, fondatore e direttore artistico della compagnia, prima di dedicarsi al teatro a tempo pieno ha conseguito il Ph.D in Fisica Teorica negli Stati Uniti. Dal 2013 cura e dirige il progetto Jet Propulsione Theatre per avvicinare il teatro alla scienza.

PALE BLUE DOT – Pallido Pallino Blu

[english version]

uno spettacolo della Compagnia Arditodesìo > Progetto Jet Propulsion Theatre
testo di Andrea Brunello con il contributo di Christian Di Domenico
con Andrea Brunello
regia di Christian Di Domenico
scenografie di Roberto Abbiati
musiche composte ed eseguite da Enrico Merlin
disegno luci di Paolo Dorigatti
costumi di Patrizia Caggiati
supporto artistico di Salvatore Crisà
con il contributo tecnico e tecnologico di Roberto Tiella/Fondazione Bruno Kessler
organizzazione e distribuzione Serena Grossi
amministrazione Francesca Pegoretti

in partnership con Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell’Università degli Studi di TrentoUniversità di Bordeaux, e con il supporto di IdEx Bordeaux e i centri di ricerca IRSTEA e Labex COTE (Università di Bordeaux – Francia), Fondazione Bruno Kessler
in collaborazione con La Corte Ospitale – Progetto Residenziale, Teatro Petrella – Longiano (FC)
con il supporto finanziario della Provincia Autonoma di Trento, della Fondazione Caritro e del MiBACT
Social Media Partner fattiditeatro

Lo spettacolo è risultato vincitore del Premio nuova_scena.tn 2015

Andrea Brunello/Pale Blue Dot

Andrea Brunello/Pale Blue Dot

Guarda ancora quel puntino, quello è qui. Quello è la nostra casa. Su di esso c’è tutto quello che tu ami, tutti quelli che conosci, tutti quelli di cui hai sentito parlare, tutti gli esseri umani che mai ci sono stati, che hanno vissuto le loro vite. È l’aggregato di tutta la nostra gioia e la nostra sofferenza, migliaia di religioni, ideologie, e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e ogni poveraccio, ogni coppia innamorata, ogni madre e padre, ogni bambino fiducioso, ogni inventore ed esploratore, ogni maestro di valori morali, ogni politico corrotto, ogni superstar e ogni leader supremo, ogni santo e ogni peccatore della nostra specie ha vissuto qui – su un minuscolo granello di polvere sospeso su un raggio di sole. (Carl Sagan, Pale Blue Dot)

Ho chiesto ad uno degli scienziati più razionali e brillanti che conosco – uno scienziato che lavora in questa area [ambiente], un giovane scienziato, uno scienziato del mio laboratorio – se c’è una sola cosa che potesse fare per gestire la situazione che ci aspetta, cosa sarebbe? – La sua risposta? – “Insegnare a mio figlio ad usare la pistola.” (Stephen Emmott, 10 billion)

Una incredibile storia di disperazione, meraviglia, bellezza e lucida speranza. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra e del suo amico robot, compagno di giochi e di filosofie. Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare, tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Puntino Blu, la Terra, è l’astronave spaziale più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Noi, gli umani molto intelligenti che per decine di migliaia di anni siamo stati cacciatori e raccoglitori nomadi e solo negli ultimi istanti del nostro tempo siamo diventati coltivatori e allevatori, abbiamo cambiato profondamente il nostro pianeta. Adesso affrontiamo un disastro ambientale di dimensioni globali, e noi ne siamo la causa. Eppure sembra che non abbiamo gli strumenti mentali per capire il rischio in cui ci troviamo. Perché non riusciamo a correggere il tiro? Forse non siamo “ingegnerizzati” per farlo? Forse non siamo così intelligenti? Abbiamo creato delle meraviglie, abbiamo inviato navicelle spaziali verso altri sistemi solari eppure non riusciamo a gestire il più distruttivo dei problemi che la nostra specie ha mai dovuto affrontare.

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Ma quando tutto sembra perduto avviene la più incredibile delle rivoluzioni. È profonda, è condivisa da tutti in ogni angolo del mondo. È draconiana e necessaria. Il senso fatalistico di inevitabilità è sollevato dalle nostre anime e la struttura sociale cambia per sempre e per il meglio. Tutti i problemi sono risolti… Ma è successo veramente? Può succedere veramente? Oppure è solo utopia, una storia di speranza che deve essere raccontata e poi inviata al Voyager 1 così che almeno esso possa tenere un’ultima finale reliquia della nostra civilizzazione che potrebbe anche essere giunta al termine del suo viaggio.

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Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.