Paolo Magelli/Hotel Belvedere

Data: 17/03/15 - 22/03/15
Ora: -

Luogo
Teatro Vascello (mappa sotto)

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Teatro Metastasio Stabile della Toscana
HOTEL BELVEDERE
di Ödön von Horváth | traduzione Paolo Magelli
regia PAOLO MAGELLI
scene Lorenzo Banci | costumi Leo Kulaš | luci Roberto Innocenti | musiche Alexander Balanescu | dramaturg Željka Udovicic
personaggi e interpreti: Max Francesco Borchi | Karl Daniel Dwerryhouse | Müller Marcello Bartoli | Strasser Fabio Mascagni | Barone Emanuel von Stetten Mauro Malinverno | Baronessa Ada von Stetten Valentina Banci | Christine Elisa Cecilia Langone

Hotel Belvedere: Elisa Langone, Francesco Borchi, Daniel Dwerryhouse

Hotel Belvedere: Elisa Langone, Francesco Borchi, Daniel Dwerryhouse

Ödön von Horváth scrisse Hotel Belvedere nel 1923, all’età di ventidue anni. Nella prima stesura del testo, sul manoscritto, appare più volte la dicitura poi cancellata ma che sembra riemergere sempre e con forza, Hotel Europa. Come ben sappiamo l’Europa che l’impero austriaco gestiva fu il primo tentativo di unire popoli diversi in un sistema di monarchia associativa.
Franz Ferdinand venne ucciso a Sarajevo anche per la sua visione moderna e tollerante di questa idea politica. Horváth era ossessionato dalla incapacità che l’aristocrazia e la borghesia intellettuale mitteleuropea mostravano nei confronti delle utopie positive. Fu il primo a riconoscere che dietro la facciata della grandezza si nascondeva un mondo volgare, malato e esclusivamente legato al potere del denaro. Un materialismo che avrebbe portato direttamente al nazismo. Il bambino Horváth aveva capito che dentro le cupole dorate dello Jugendstil, dietro gli ori di Klimt e dentro gli occhi dei personaggi di Schiele, c’era il vuoto e la disperazione. Strano, ma l’Europa di oggi pare essere non andata molto lontano da quell’Europa di Horváth. I sette personaggi che si incontrano nel polveroso Hotel Belvedere lo dimostrano in ogni atomo della loro presenza scenica. In questo testo, infatti, si incontrano e si scontrano con indicibile violenza e humour noir tutte le classi sociali di una Europa senza amore affaccendata a salvare se stessa e a distruggere gli altri, i più deboli. Questo testo non è soltanto un incredibile vaticinio che ci porterà agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, ma ci lascia sconcertati perché in esso riconosciamo senza dubbio le inquietanti anomalie antiutopiche della storia che stiamo vivendo. (Paolo Magelli)

> INFO e BIGLIETTI (sito del Teatro Vascello)

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Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.