Il Festival di El Kef – 24 ore non stop di teatro

Finalmente sta per iniziare il Festival a El Kef con le sue 24 ore non stop di teatro: spettacoli, performance, workshop, dimostrazioni di lavoro, incontri. Un’esperienza unica per noi, mai vissuta fino ad ora. Siamo pronti ad immergerci completamente nell’atmosfera di attesa ed entusiasmo che i nostri allievi ci trasmettono. I preparativi fremono, i teatri e le sale vengono allestite dai service e così lavoriamo negli spazi all’aperto destando la curiosità e l’attenzione dei frequentatori del Centre des artes dramatiques.

Gli allievi aumentano di giorno in giorno, arrivano da varie zone della Tunisia dopo aver sentito parlare del nostro lavoro. Non mancano alcuni piccoli scontri. In un paese mussulmano non è una cosa semplice accettare di farsi dirigere da una donna. Le soddisfazioni però arrivano presto: un ragazzo, con il quale un attimo prima ho dovuto discutere e impormi energicamente, riesce con il suo canto a trascinare tutti gli altri in un concerto di voci e suoni che sembrano venire dal passato, esprimere un rito di partecipazione e condivisione che coinvolge tutti. Così si avvicina la fine del workshop e l’inizio del Festival. La dimostrazione di lavoro che faremo sarà la presentazione di un processo di lavoro in cui emergeranno gli echi del percorso affrontato. Non tutti ovviamente sembrano aver chiaro il risultato raggiunto ma si fidano e si “affidano” ai loro maestri, credono in noi e noi non vogliamo deluderli.

Dimostrazione di lavoro "The memory of the body and the song of absence"

Dimostrazione di lavoro “The memory of the body and the song of absence”

Il Festival ha inizio alle 9.00 del mattino, con la consueta apertura politica con tanto di ministro della cultura per poi entrare nel vivo con una parata iniziale scortata dalla polizia. Vedere un clown accanto ad un vecchio incappucciato con il volto segnato dal tempo, produce in noi un senso di spaesamento. Capiamo che gli attori che frequentano il workshop sono molto attivi, impegnati nelle produzioni del Centro, lavorano tantissimo. Per questo alcuni non possono essere presenti alle prove ma, quando stiamo per entrare in teatro, ci sono tutti pronti per iniziare. Cominciamo alle 17.00, come da programma, passiamo da un’azione vocale all’altra, da un testo a una danza per finire insieme in un canto che coinvolge l’intero pubblico che si unisce in sfilata dietro di noi mentre abbandoniamo la scena. Non abbiamo molto tempo per lasciarci prendere dalla tristezza della fine di un percorso, siamo contenti, soddisfatti del lavoro fatto e della riconoscenza che tutti ci dimostrano attraverso doni e regali.

Concerto di musica tradizionale e rituale

Concerto di musica tradizionale e rituale

Il Festival va avanti, siamo tutti ansiosi di assistere agli spettacoli. Cominciamo con una performance in cui un’artista manipola il suo volto con della creta ridisegnandone continuamente i tratti. Gli spettacoli più interessanti sono quelli serali e notturni. Una grande produzione di danza con un cast internazionale (Tunisia, Francia, Brasile, Palestina) in cui ci colpiscono alcune coreografie costruite, come nel nostro lavoro, attraverso un percorso di riattualizzazione delle forme rituali tradizionali e soprattutto un concerto di musica Sufi in cui la tribalità emerge con forte evidenza nel suono ossessivo dei tamburi che fanno entrare in trance i danzatori e gli spettatori. Qualcuno crolla al suolo, altri si flagellano, come accadeva per i tarantolati del sud Italia o come avviene ancora oggi nelle cerimonie del Candomblè in Brasile. Le radici africane sono fortissime, evidenti e chiari i parallelismi con altre culture con le medesime origini.

Siamo davvero stanchi e contenti, adesso anche un po’ tristi mentre salutiamo i nostri allievi.  Con loro non abbiamo solo lavorato ma condiviso un’esperienza unica: una cultura, un vissuto, una tradizione, che pensiamo di aver compreso un po’ di più ma che ci appare ancora affascinante e sconosciuta, condizione essenziale per stimolare il nostro desiderio di tornare.

Anna Dora Dorno

www.instabilivaganti.com

Leggi tutto il diario di viaggio di Stracci della memoria in Tunisia su Instabili Vaganti On Tour

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Theatre company at Instabili Vaganti
Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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