In Messico con Desaparecidos#43

(Español abajo)

In copertina: foto di Giulia Iacolutti

Città del Messico, Piazza del Tlatelolco, teatro della più grave mattanza della storia del Paese, quando il 2 ottobre 1968 l’esercitò aprì il fuoco sugli studenti che stavano manifestando pacificamente, alla vigilia delle olimpiadi. Centro nevralgico di questa area popolare della città è il futuristico grattacielo dove ha sede il centro culturale universitario Tlatelolco, che la notte si accende di una installazione al neon diventando un punto di riferimento di questa megalopoli. Ai piedi di questo monolite luminescente ha sede la UVA, Unidad de vinculacion artistica, luogo ormai a noi caro, che ha ospitato i nostri workshop e spettacoli già nelle precedenti tournée in America Latina.

foto di Alfonso Narváez Munguía

foto di Nicola Pianzola

 Quest’anno, finalmente, ce l’abbiamo fatta! Riusciamo a portare Desaparecidos#43 in Messico, proprio nel luogo dove è iniziata la ricerca che ha portato alla realizzazione dello spettacolo. Dopo due intensi anni di lavoro, raccolta di testimonianze e vera e propria militanza in cerca di giustizia per gli studenti scomparsi, e dopo essere stati costretti a desistere nell’impresa lo scorso anno, dati i rischi legati al contesto in cui eravamo invitati (il festival Teatro Para el Fin del Mundo, nella pericolosa Tampico), ci sentiamo pronti ad affrontare questa impresa.
La data a Città del Messico è una tappa molto importante per la storia del nostro spettacolo, quasi un anelato punto di arrivo e di restituzione al pubblico messicano della nostra “Acción global por Ayotzinapa”.
Ci prepariamo a questo “debutto” messicano con un periodo di residenza a Oaxaca, al centro de Gestión Escénica Tierra Independiente, per includere come interpreti i danzatori e coreografi Helmar e Paulina Álvarez nello spettacolo da presentare nella capitale.

Foto di Alfonso Narváez Munguía

Foto di Alfonso Narváez Munguía

 Con molto coraggio e voglia di restituire al teatro la sua valenza sociale e politica, la direzione della UVA ha scelto di ospitare non solo lo spettacolo, ma anche il nostro workshop OPENCALL#43, incentrato proprio sul caso Ayotzinapa, per condividere con gli studenti la ricerca portata avanti in questi anni. Coinvolgimento riuscito, dato che al termine dei 4 giorni di workshop decidiamo di includere nello spettacolo tre partecipanti: Omar Francisco Armella Romero, Carlos Luque, Tanya Medina. In sole due settimane una nuova versione di Desaparecidos#43 prende forma con un cast internazionale di 7 attori e danzatori.
Nell’intensa settimana che trascorriamo alla UVA sono tanti gli artisti che si uniscono a noi. La fotografa italiana Giulia Iacolutti, con il suo progetto fotografico #365porlos43, ha proposto nel nostro workshop di realizzare un mural partecipativo tratto da una sua foto, i cui frammenti di immagine sono stati ricomposti dai partecipanti attraverso un’azione performativa.

Foto di Giulia Iacolutti

Foto di Giulia Iacolutti

Si uniscono a noi anche i documentaristi di Ojo de Perro, per filmare il processo di lavoro a Desaparecisdos#43 ed inserirlo in un nuovo film che hanno in cantiere sulle reazioni artistiche generatesi in Messico e nel mondo a partire da Ayotzinapa. Compiere le nostre azioni in scena circondati da telecamere e macchine fotografiche ci dà quel senso di essere parte attiva di un movimento che lotta per chiedere giustizia.
Finalmente giunge la tanto attesa serata del debutto. Il Foro la Morada è pieno, gruppi di persone rimangono purtroppo fuori dal teatro tanta è l’affluenza di pubblico, che dimostra che in Messico, la gente vuole che si parli di questa tragedia e di questo problema. Fin dalla prima battuta, che riferendosi al massacro del Tlatelolco si trasforma in “…quì, fuori da questo teatro” l’emozione condivisa in sala è palpabile, molti spettatori scoppiano in lacrime, altri al termine, durante gli applausi, urlano “Justicia”.

foto di Alfonso Narváez Munguía

foto di Alfonso Narváez Munguía

Alcune immagini dello spettacolo Desaparecidos#43 a Cittá del Messico e Montevideo 
Alcune immagini del workshop OPENCALL#43

 

 Non perdetevi le prossime puntate del #worldotur2016 sulla rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro.

 

 

En México con Desaparecidos#43

Ciudad de México, Plaza de Tlatelolco, el escenario de la peor masacre en la historia del país, el 2 octubre 1968, cuando el ejército abrió fuego contra estudiantes que manifestaban pacíficamente, en vísperas de los Juegos Olímpicos. Centro neurálgico de esta zona popular de la ciudad es el futurístico rascacielos que acoge el Centro Cultural Universitario Tlatelolco, que de noche a través de las luces nocturnas de una instalación de neón se convierte en un punto de referencia de esta megalópolis. A los pies de este monolito luminiscente está la UVA, Unidad de Vinculación Artística, lugar querido para nosotros, que ya acogió nuestros talleres y espectáculos en las giras anteriores en América Latina.

Este año, por fin, ¡lo hemos conseguido! Hemos llevado Desaparecidos#43 en México, en el exacto lugar donde nació la investigación que condujo a la creación del espectáculo. Después de dos años de intenso trabajo, de colección de testimonios y de militancia real en busca de justicia para los estudiantes que faltan, y después de haber sido obligados a abandonar la empresa el año pasado, por causa de los riesgos relacionados con el contexto en que nos invitaron (el festival Teatro para el Fin del Mundo, en la peligrosa Tampico), nos sentimos preparados para hacer frente a esta tarea.

La fecha en la Ciudad de México es una etapa muy importante en la historia de nuestro espectáculo, casi un punto de llegada y de restitución al público mexicano de nuestra “Acción global por Ayotzinapa”.
Nos preparamos para el debut mexicano con un período de residencia en Oaxaca, en el Centro de Gestión Escénica Tierra Independiente, para incluir los bailarines y coreógrafos Helmar y Paulina Álvarez en el espectáculo que presentaremos en la ciudad capital.

Con gran coraje y el deseo de devolver al teatro su importancia social y política, la dirección de la UVA eligió acoger no sólo el espectáculo, sino también nuestro taller OPENCALL#43 que se centra en el caso de Ayotzinapa, para compartir con los estudiantes la investigación llevada a cabo en los últimos años. La participación es exitosa: al final de cuatro días de taller decidimos incluir en el programa tres participantes: Omar Armella Francisco Romero, Carlos Luque, Tania Medina. En sólo dos semanas una nueva versión de Desaparecidos#43 toma forma con un cast internacional de siete actores y bailarines.

En la intensa semana que pasamos en la UVA varios artistas nos han acompañado. La fotógrafa italiana Giulia Iacolutti, con su proyecto fotográfico #365porlos43, propone en nuestro taller de crear un mural participativo basado en su foto, cuyos fragmentos fueron montados en la imagen por los participantes a través de una acción performativa.

También se unen a nosotros los documentalistas de Ojo de Perro, para filmar el trabajo en Desaparecisdos#43 y colocarlo en una nueva película en preparación sobre las reacciones artísticas generadas en México y en el mundo a partir de Ayotzinapa. Cumplir con nuestras acciones en el escenario rodeado de cámaras y cámaras nos da la sensación de ser parte activa de un movimiento que lucha para conseguir justicia.

Finalmente llega la noche del debut tan esperado. El Foro la Morada está lleno, grupos de personas se quedan fuera del teatro, tan grande es el número de visitantes, lo que demuestra que en México, la gente quiere que se hable de esta tragedia y de este problema. Desde el primer momento, que se refiere a la masacre de Tlatelolco y aquí se convierte en “… aquí, fuera de este teatro” la emoción en la sala es palpable, muchos espectadores lloran, otros al final, durante los aplausos, gritan “Justicia”.

Unas imágenes del espectáculo Desaparecidos#43 en Ciudad de México y en Montevideo 
Unas imágenes del workshop OPENCALL#43

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Theatre company at Instabili Vaganti
Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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