Progetto Lunga Vita Festival: la cultura invade l’Aventino

Portare il teatro dove scorre la danza: si potrebbe riassumere così la scelta dei (giovanissimi) direttori Davide Sacco e Ilaria Ceci per la seconda edizione del loro festival (dal 13 al 20 luglio), che già dal nome “Progetto Lunga Vita Festival“, racconta qualcosa di più. La location sarà bellissima: l’Accademia Nazionale di Danza all’Aventino (uno dei colli dove è stata fondata Roma, celebre per la ritirata sdegnata dei plebei per sfuggire alle angherie dei patrizi). Gli ospiti sono nomi ben noti nel panorama nazionale e non solo: Stefano Benni, Ascanio Celestini, Maddalena Crippa, Filippo Dini, Lindsay Kemp, Francesco Montanari, Moni Ovadia e molti altri.

Otto giorni di eventi non stop dedicati al Mito e al Contemporaneo, inseriti in una cornice architettonica e paesaggistica ideale. La terrazza e il giardino del sito ospiteranno maratone di pittura, esposizioni e meeting, mentre sul palcoscenico si alterneranno gli spettacoli in cartellone e – grazie alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio– il pubblico italiano e internazionale che nella stagione estiva affolla la zona archeologica potrà visitare, in via straordinaria e gratuita, l’adiacente Mitreo di Santa Prisca.

Ho avuto modo di conoscere alcuni dei partecipanti alla terza edizione di Tradizione – il Teatro di Domani – Skenè Lab, percorso formativo per giovani professionisti della scena, finalizzato alla produzione di opere originali ispirate alla tragedia classica. Il corso si chiuderà con la presentazione di un estratto dei nuovi lavori al pubblico del festival e a una giuria di esperti. Lo spettacolo vincitore debutterà con residenza al Calatafimi Segesta Dionisiache Festival. Insieme ad altri iscritti abbiamo già fatto due tappe del workshop di social media storytelling #Lungavitaalteatro e a breve ci concentreremo sui primi tre giorni di festival (segui l’hashtag che è anche il titolo del laboratorio).

I partecipanti dl laboratorio con Stefano Benni

Il programma

Francesco Montanari e Alfio Antico, con l’Ulisse di Davide Sacco (13/07), il progetto “Odissea, un racconto mediterraneo” di Sergio Maifredi, con Maddalena Crippa in Penelope e Moni Ovadia ne La gara dell’arco (17/07), la riscrittura del Moby Dick di Melville, firmata da Davide Sacco, con Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino (16/07), insieme a Elisabetta Pozzi con la sua Cassandra o del tempo divorato (19/07) presentano versioni nuove del Mito classico, per dimostrare quanto il passato sia ancora incredibilmente presente e attuale. Un salto nella contemporaneità che verrà affrontata direttamente attraverso uno sguardo vivo sul sociale e sulle grandi contraddizioni del Novecento. L’analisi delle barriere culturali sarà al centro dell’affresco danzante del coreografo Lu Zheng ne Il cielo la terra il popolo, una coproduzione italo-cinese, mentre nella Ballata dei senza tetto, il suo nuovo spettacolo, Ascanio Celestini propone un vero canto di umanità (15/07); con La morte della bellezza la regista e interprete Nadia Baldi rivisita la poesia tagliente di Patroni Griffi (16/07); l’Aspettando Godot diretto da Filippo Gili con Giorgio Colangeli e Paolo Briglia sarà una grande indagine sulla fragilità (18/07). Presente la musica con il concerto di Timothy Martin & the Amazing Grace Gospel Choir (18/07). Inoltre le stand-up comedy proposte riveleranno un’attenzione speciale alle aporie dei nostri giorni, con l’umorismo autoironico del trentenne Edoardo Ferrario (19/07) e il grido ispirato di Giorgio Montanini Live (20/07).

Alcuni dei protagonisti del festival (in alto da sx Filippo Dini, Stefano Sabelli, Ascanio Celestini, Paolo Briguglia, Maddalena Crippa, Giorgio Colangeli) insieme ai direttori (in basso da sx Ilaria Ceci e Davide Sacco)

Festival e città 

Obiettivo del Festival, però, non è solo veicolare arte e cultura tramite la proposta di spettacoli serali, ma anche creare una cittadella che diventi punto di ritrovo per la città. Si inseriscono in questo contesto le tante attività offerte al pubblico: il Mercato dell’arte e della civiltà per dare spazio alle giovani realtà culturali e l’Agorà della drammaturgia per far conoscere i nuovi autori (14/07), incontri a tema con personaggi illustri, come Cristian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino (16/07) o il Maestro Elio Pecora(17/07), baluardo della poesia italiana del Novecento, il coreografo e ballerino Lindsay Kemp (18/07), gli scrittori Paolo Di Paolo e Antonio Pascale, che parleranno dell’esperienza del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, insieme alla curatrice Antonella Bolelli Ferrera, all’editore Giulio Perrone e a Federico Ragno, giovane vincitore del concorso. E ancora, il contest di live painting SperimentAZIONI, a cura di Violetta Carpino (15/07), il ciclo di incontri Letteralmente parlando a cura dei Ragazzi di Via della Gatta, laboratori per bambini (tenuti dalla Hockety Pockety), Biosignal Dance di Pietro Lama e workshop di social media storytelling (Fattiditeatro).

Il palco appena montato

Relazioni

Nel contesto attento alle relazioni interregionali e internazionali che caratterizza il progetto, al gemellaggio già in atto con Segesta, con il Festival di drammaturgia contemporanea Quartieri dell’Arte e con il Portus Lunae Art Festival (nel progetto STAR Sistema Teatri Romani Antichi della Liguria), si aggiunge quello fra la manifestazione romana e il Festival Internazionale del Teatro Classico di Almagro (Spagna) diretto da Ignacio Garcìa. Dedicato alla drammaturgia del XVI e XVII secolo in lingua spagnola, il festival, ormai giunto alla sua 41a edizione, è considerato uno dei più importanti del mondo nella sua specificità: un evento culturale imperdibile che si svolge durante il mese di luglio ad Almagro (Ciudad Real), splendida città monumentale di origine romana, nella pianura della Mancia. L’accordo inizia quest’anno con la promozione incrociata dei due festival nei rispettivi paesi, e si concretizzerà nella stagione 2019/2020 con la dedica al Secolo d’Oro dell’edizione 2019 di “Tradizione – il teatro di domani” e l’impegno ad ospitare le reciproche produzioni.

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 17 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.