teatro elfo puccini

“Atti Osceni” di Bruni/Frongia a inaugurare il Progetto Wilde

“Atti Osceni” di Bruni/Frongia a inaugurare il Progetto Wilde

In scena dal 20 ottobre al 12 novembre 2017 al Teatro Elfo Puccini di Milano, “Atti Osceni” di Moisés Kaufman fa parte di un progetto Wilde di Bruni/Frongia: “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, al debutto il 17 novembre, e poi il reading “Il fantasma di Canterville”, dal 21 novembre al 2 dicembre. Li si riconoscono subito,(…)

“Ombre folli” di Vetrano/Randisi fa volare le, da quest’anno, “Lecite/Visioni”

“Ombre folli” di Vetrano/Randisi fa volare le, da quest’anno, “Lecite/Visioni”

È iniziata mercoledì 25 ottobre 2017 – e proseguirà fino a domenica 29 – , al Teatro Filodrammatici di Milano, la rassegna di teatro LGBTQIA (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali, transgender o transessuali, queer, intersessuali e asessuali). Giunto alla sua diciottesima edizione, il Festival si emancipa e cambia nome: da Illecite a Lecite/Visioni, “perché di(…)

Farsi prendere dal “vizio dell’arte”

Farsi prendere dal “vizio dell’arte”

Di tanto in tanto qualcuno ci casca. Di tanto in tanto, cioè, qualche drammaturgo cede alla tentazione di scrivere, in presa diretta, del proprio mestiere. Dai “Sei personaggi…” di Pirandello a “Tra cinque minuti in scena” della Coletti, se vogliamo citare una pellicola contemporanea ambientata nella banlieu meneghina. E quel che ne sortisce è lo(…)

Destrutturazione di Antigone secondo i Motus

Destrutturazione di Antigone secondo i Motus

Questo secondo contest su Antigone dei Motus – “Too late! (Antigone) too la Contest#2”,  il secondo di una serie di tre – si consuma tutto in uno spazio destrutturato – le poltroncine del teatro rimosse e, al loro posto, una fumosa arena esplicitamente pronta al match. A ridosso dell’entrata la cabina di regia ci spiazza  fin(…)

Dennis Kelly intrappola le nostre ossessioni in un bunker

Dennis Kelly intrappola le nostre ossessioni in un bunker

“After the end” suona da subito come un ossimoro. Cos’altro c’è, infatti, dopo la ‘fine’? E se qualcosa ancora c’è – da raccontare, intendo -, allora forse non era davvero la fine. Risuona di “Day after”, alludendo in qualche modo alla pertinacia del sopravvissuto e alle immagini apocalittiche di chi, passato attraverso alla più aberrante(…)