Torna Equilibrio Festival della Nuova Danza (consigli teatrali 8-14 febbraio)

Equilibrio festival della nuova danza a Roma, Apache a Milano con FÄK FEK FIK. Ma anche Teatri Uniti, Giampiero Rappa e Carrozzeria Orfeo. Anche questa settimana segui la parola chiave!

MILANO

Calderòn Teatri Uniti Piccolo Teatro

Calderòn

ANIMANERA \ Ore d’amore scritto da Rosario Lisma con Nicola Stravalaci e Debora Zuin produzione Animanera. Un viaggio esilarante e sofferto sul senso ridicolo della resistenza in amore. Otto ore in ottanta minuti. Otto scene della notte di una coppia che scoppia. Resisterà la coppia a questa notte di spietata autoanalisi? (T. Elfo Puccini, 9-14).

APACHE \ Secondo appuntamento con la rassegna Apache: COLLETTIVO SCH presenta FÄK FEK FIK – le tre giovani – WERNER SCHWAB: una perfomance per tre attrici, riscrittura radicale di PRESIDENTESSE di WERNER SCHWAB. Lo spettacolo inizia dove l’opera di Schwab finisce, portando sulla scena quello che il drammaturgo austriaco non ha mai scritto. Sul palco nudo le tre giovani protagoniste raccontano se stesse e il tempo che vivono: la prospettiva della maternità, il rapporto con i genitori, le difficoltà lavorative, i piccoli drammi economici e la ricerca disperata di amori impossibili e idealizzati che nascono e muoiono in una notte in discoteca. Drammaturgia ed interpretazione sono affidate alle attrici Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli. Dante Antonelli firma la regia. Le musiche a cura di Samovar (La Cavallerizza, 11-14).

DINO BUZZATI E MILANO \ ESPERIMENTO DESERTO un progetto a cura di Alessio Martinoli in collaborazione con Laura Bandelloni: un viaggio alla ricerca di una parola perduta, smarrita, dimenticata. Una parola di cui non si trova traccia, una parola tralasciata, lasciata fuori… sfuggita magari ad un impiegato distratto che ha trascritto l’ultimo vocabolario in cui è apparsa. Dimenticata dall’ultima voce che l’ha pronunciata, tanto dimenticata che forse non è mai esistita. Al punto in cui siamo arrivati, vista la difficoltà, tenteremo di inventarla. La tappa milanese del progetto vuole proporre il lavoro di Dino Buzzati secondo canali non convenzionali. Come si rapporta un giovane alle opere di un autore così famoso? E un anziano? E una persona che non ne sa nulla? La diffusione e lo studio di Buzzati diventano il simbolo di una ricerca di vicinanza reciproca: tra concittadini, tra uomini a cui la cultura offre un potente collante sociale. Il progetto prevede una residenza teatrale, una conferenza-spettacolo, una piccola passeggiata e lo spettacolo Esperimento Deserto_anteprima terzo studio (PIM OFF, fino al 13).

EZRA POUND \ Circolo Bergman in ODIO EZRA POUND di Paolo Giorgio con Emanuele Arrigazzi, Alberto Baraghini, Miriam Giudice. Anni novanta. Periferia di Milano. Due ragazzi e una ragazza, adolescenti inseparabili all’ombra dei casermoni popolari. Con gli anni, l’amicizia cede a un triangolo amoroso e l’ideologia separa i percorsi. Ai nostri giorni, una sparizione inspiegabile chiede un ultimo confronto. Una lunga notte in cui guardare la propria vita dall’alto, cercando il suo centro. Odio Ezra Pound nasce da uno sguardo sui fascismi sotterranei che si muovono nella nostra società e che non sappiamo chiamare per nome. Insegue l’odio feroce, la negazione dell’Altro, il crollo delle reti relazionali a cui ci stiamo lentamente abituando (T. Spazio Tertulliano, 10-13).

MARIA CASSI \ ATTENTE AL LUPO Da Adamo ed Eva a Maria Cassi con Maria Cassi. In questo spettacolo, dove al solito si ride a “crepapelle”, Maria Cassi tocca tutte le sue corde interpretative: canta, declama, con punte comiche e liriche, utilizzando le molteplici forme dell’umorismo. L’attrice performer usa anche un personalissimo gramelot pescando nel linguaggio quotidiano sottolineando comicamente le differenze tra uomini e donne, raccontate partendo dal Vecchio Testamento; interpretando Noè come fosse Adamo, contrapposti ad una Eva-universale che ripete atti di vita come atti teatrali ricorrendo, spesso, a una comicità esplosiva (T. Franco Parenti, 29-14).

TEATRI UNITI \ Calderón castigliano-partenopeo il primo Pasolini per il teatro con la regia di Francesco Saponaro la nuova produzione di Teatri Uniti. Il castigliano incrocia il dialetto partenopeo nel Calderón di Pier Paolo Pasolini. Il dramma di Pasolini, idealmente ispirato a La vida es sueño di Calderón de la Barca, ambienta l’azione in Spagna, ai tempi del franchismo, in tre contesti sociali diversi – aristocratico, proletario, medioborghese – e mette in scena il tema dell’impossibilità di evadere dall’universo costrittivo della propria condizione sociale (Piccolo T. Studio, dal 9 al 21).

ROMA

Lisi Estaras/Irene Russolillo The Speech al festival Equilibrio - foto Marta Comesana

Lisi Estaras/Irene Russolillo The Speech al festival Equilibrio – foto Marta Comesana

CÉLINE A CASA DI PIRANDELLO \ Filippo La Porta introduce al mondo di Céline e Francesca Benedetti recita il monologo Madame Céline, o il ballo della malora (Louis-Ferdinand Céline e Lucette Almanzor: un amore in guerra) di Luca Scarlini e Massimo Verdastro dall’opera di  Céline. Musiche di e a cura di Marco Bianco. (Studio di Luigi Pirandello, 14)

EMILIANO PELLISARI \ COMIX di Emiliano Pellisari regia e coreografie di Emiliano Pellisari produzione No Gravity Dance Company: un mondo allegro, tratto dalla fantasia del mondo pop, un gioiello del physical theatre. Comix nasce dalla fucina di Emiliano Pellisari Studio, ormai di casa nei teatri francesi, con le caratteristiche del nouveau cirque: le capacità atletiche circensi si mischiano con la poesia del teatro, l’armonia della danza ed i giochi della luce. Dal mondo dei fumetti, ecco, dunque, Comix, tante piccole grandi storie fantastiche dove il gesto atletico e la comicità creano un mix di ilarità e divertimento. Uno spettacolo che nasce dalle suggestioni dei cartoni animati e dall’arte grafica dove si realizzano i sogni eterni dell’uomo: volare nel cielo come uccelli, nuotare dentro il mare come pesci o scomporre il corpo umano e farlo scomparire come fantasmi. Comix è gioia in movimento, gesto atletico e divertimento al ritmo di musica jazz (T. Vittoria, 4-14).

EQUILIBRIO FESTIVAL \ Per la dodicesima edizione di Equilibrio Festival della Nuova Danza è stata affrontata la relazione tra movimento e musica, così come sperimentata da alcuni tra i più intensi e importanti coreografi contemporanei che dell’utilizzo della musica dal vivo hanno fatto un elemento caratterizzante della loro poetica. In questa prima settimana: Aterballetto presenterà il 9 febbraio tre coreografie: due di Michele Di Stefano e una di Philippe Kratz. Virgilio Sieni presenterà il 12 febbraio il suo Isolotto, spettacolo di cui ha curato l’ideazione e che interpreterà a partire dalle azioni primarie – camminare a quattro zampe, alzarsi, inchinarsi, voltarsi – dando luogo a un atlante inedito sul corpo della danza. Il coreografo sarà in scena con Eivind Aarset, uno dei più importanti musicisti contemporanei. Vincitori ex equo del Premio Equilibrio 2015, Elisabetta Lauro e Piergiorgio Milano andranno in scena con due spettacoli, rispettivamente il 10 e il 13 febbraio. Milano, con Pesadilla, racconterà la ricerca dell’equilibrio precario tra un sogno ad occhi aperti e una vita ad occhi chiusi, in una danza al confine tra tecniche circensi e coreografiche. (zero), scritto e interpretato da Elisabetta Lauro, prende invece vita da quel moto interiore che accompagna la nostra esistenza e che talvolta diventa così tangibile e intenso che non può più essere ignorato e ci costringe a lasciarci andare, a essere completamente in ballo. Vincitrice del premio Equilibrio 2014 per la migliore interpretazione, Irene Russolillo ha scelto di essere diretta dalla grande coreografa Lisi Estaras per il suo nuovo solo, un solo autobiografico dal titolo The Speech, il cui tema è il tentativo di comunicare i sentimenti senza usare le parole (Auditorium Parco della Musica, 9-28).

GIAMPIERO RAPPA \ Nessun luogo è lontano scritto e diretto da Giampiero Rappa con Valentina Cenni, Giampiero Rappa, Giuseppe Tantillo. Prima nazionale con le musiche originali di Stefano Bollani. Una baita sperduta tra le montagne. Una ragazza giovane e misteriosa affronta un lungo viaggio per entrare in contatto con Mario, uomo di mezza età, burbero e cinico che da tre anni ha chiuso ogni rapporto con il mondo. Che cosa vuole ottenere la ragazza da lui? E che cosa cerca e nasconde Ronny, il giovanissimo e irruento nipote di Mario che a sorpresa e con entusiasmo torna a trovarlo dopo tanto tempo? Perché l’entusiasmo si trasforma a poco a poco in rabbia e rancore? Riuscirà l’uomo a difendere la sua baita dalla intrusione dei due ragazzi? O forse è proprio quell’intrusione che sta attendendo da tempo senza saperlo? Mistero, leggerezza, silenzi, ritmi serrati, colpi di scena e comicità in un testo che parla di orgoglio, conflitti tra genitori e figli, amore, perdono. (T. Argot Studio, 5-21).

MARCO PANTANI \ AVREI VOLUTO ESSERE PANTANI di Davide Tassi e Alessandro Donati con la partecipazione straordinaria di Alessandro Donati, regia Francesca Rizzi. Lo spettacolo è un atto d’amore per lo sport, e una denuncia appassionata nei confronti del doping e del “sistema” che lo protegge. Davide Tassi conduce lo spettatore oltre l’apparenza, oltre la miriade di racconti che negli ultimi 11 anni hanno cercato e cercano ancora, inseguendo facili e suggestive teorie ‘complottiste’, di mettere a tacere qualsiasi seria riflessione sull’etica dello sport. In scena accanto a lui c’è Alessandro Donati, che ha dato un contributo importante anche alla stesura del testo. Un personaggio di primo piano nella nostra storia sportiva, prima allenatore della nazionale di atletica e oggi icona internazionale della lotta al doping, impegnato proprio in questi mesi come allenatore del marciatore Alex Schwarzer (T. Studio Uno, 13-14).

PICCOLE DONNE \ Debutta l’adattamento teatrale italiano di Piccole donne della scrittrice statunitense Louisa May Alcott in un’unica opera, come una vera saga familiare, nell’allestimento ideato e curato da Michele Di Francesco, che dirige il numeroso cast indipendente di Compagnia Degli Indie. Lo spettacolo racconta la storia delle sorelle più famose dell’immaginario letterario mondiale: le sorelle March. Meg, Jo, Beth e Amy. Quattro storie individuali e familiari, quattro giovani vite all’insegna di amori, sconfitte, invidie, sogni, desideri, difficoltà economiche, sacrifici, tradimenti sullo sfondo della grande storia: la guerra di Secessione americana, che entra nella loro vita portando via il loro padre e determinando così la grave crisi economica in famiglia (T. Portaportese, 10-13).

TOSCANA

Lego di Aterballetto - foto: Alfredo Anceschi

Lego di Aterballetto – foto: Alfredo Anceschi

ANDREA KAEMMERLE \ Guascone Teatro presenta MARINATI 43 di Andrea Kaemmerle, musiche dal vivo di I Gatti Mézzi (T. del Ciliegio di Monterotondo Marittimo GROSSETO, 14).

ATERBALLETTO \ Triplo Aterballetto: LEGO coreografia, allestimento e costumi Giuseppe Spota, 14’20’’ estratto/duo dall’opera 27’52’’ coreografia Jiří Kylián, ANTITESI coreografia Andonis Foniadakis. Tre titoli per scoprire la versatilità del più famoso ensemble di danza italiana, in un programma che ben sintetizza il percorso intrapreso dalla direttrice artistica, Cristina Bozzolini, con l’intento di rinnovare il repertorio della compagnia, affiancando autori internazionali a nuovi talenti del nostro paese. Il giovane Giuseppe Spota, già danzatore di Aterballetto e adesso apprezzato coreografo in Germania, torna in Italia per mettere in danza, con Lego, i legami umani e indagare così quegli affetti che costruiscono il percorso della nostra vita. Dopo il recente debutto al Piccolo di Milano, Antitesi, invece, conferma il sodalizio del greco Andonis Foniadakis, coreografo in ascesa con un interessante mix di estetiche béjartiane e rigori made in Japan. «Ho costruito il pezzo – afferma Foniadakis – combattendo tra ricerca della bellezza del passato, come nostalgia, e realtà di oggi, agitata, dinamica, incerta, violenta». Completa la serata un brano, 14’20”, di un maestro della danza del Novecento, Jiří Kylián. «Il titolo – spiega lo stesso coreografo – deriva semplicemente dalla durata di questo pezzo, che è parte del lavoro originale intitolato 27’52”. La nostra vita è condizionata dal tempo, ma tempo è un concetto astratto… L’opera che ho realizzato non riguarda solo il “tempo”. Affronta anche altri temi quali la velocità, l’amore e l’invecchiamento» (T. Verdi di PISA, 11).

ČAJKOVSKIJ \ Balletto di Roma/Luciano Carratoni ne IL LAGO DEI CIGNI, OVVERO IL CANTO liberamente ispirato al balletto Il lago dei cigni e all’atto unico di Anton Cechov Il canto del cigno coreografia e regia Fabrizio Monteverde. Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico: Il lago dei cigni, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il coreografo, garantendo quell’originalità coreografica e registica unica che da sempre ne caratterizza le creazioni e il successo, trova ne Il canto del cigno di Anton Čechov il naturale complemento drammaturgico a Il lago dei cigni e in un percorso struggente di illusioni e memoria porta in scena un gruppo di “anziani” ballerini che, tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di un finale felice, ripercorrono gli atti di un ulteriore, “inevitabile” Lago. Persi tra i ruoli di una lunga carriera, i danzatori stanchi di un’immaginaria compagnia decaduta si aggrapperanno a quest’ultima rappresentazione, tra il ricordo sofferto di un’arte che travolge la vita e il tentativo estremo di rimandarne il finale (T. Goldoni di LIVORNO, 13 – T. Petrarca di AREZZO, 14).

CARROZZERIA ORFEO \ CARROZZERIA ORFEO in THANKS FOR VASELINA Dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari. Drammaturgia Gabriele Di Luca (guarda il #SelfieStick) regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Ciro Masella, Francesca Turrini. Fil e Charlie sono due trentenni dal futuro incerto ma dal pollice verde. Coltivatori abituali di marijuana nel loro appartamento, hanno un’illuminazione: invertire il mercato, esportare la droga dall’Italia al Messico. Il colpo di una vita. Ma per riuscirci hanno bisogno di un corriere e Wanda, giovane donna persa nel mondo, obesa, insicura, è una figura insospettabile, e quindi perfetta. Compongono il quadro Lucia, madre maltrattata dal figlio Fil, cinquantenne frustrata appena uscita da una clinica per disintossicarsi da droghe e slot machines e il suo ex marito diventato transessuale, ridotto a un ectoplasma, misero avanzo umano che ha battuto i marciapiedi del mondo ed è finito, lacero e svuotato, nelle grinfie di una setta religiosa. Il traffico di marijuana è solo un pretesto drammaturgico per mettere a fuoco un microcosmo tragicomico fatto di esistenze spinte al limite che concorrono a dar forma ad uno spaccato di devastazione umana, dove tutte, proprio tutte le tragedie scorrono veloci dalle bocche ai corpi dei cinque  attori. Corpi veri, teatrali, non lisciati dai canoni tradizionali (T. di Rifredi, 9-10).

MADAME BUTTERFLY \ Butterfly di Kinkaleri, visionaria riscrittura pensata per bambini dai 6 anni e adulti del capolavoro di Giacomo Puccini allo scopo di far riscoprire anche a un pubblico di giovanissimi l’opera come forma attuale di rappresentazione, indagata attraverso il lavoro di ricerca sui linguaggi contemporanei. Lo spettacolo procede infatti per accumulazione di codici espressivi, epoche ed ambiti culturali proteiformi: la grande tradizione operistica italiana e i linguaggi visivi contemporanei, la prassi del recitar cantando e l’inserimento di brani di musica moderna, il coinvolgimento dei bambini nel ruolo di personaggi allo scopo di far procedere la fabula e la necessità di non oscurare il gesto tragico della morte, ottenuta dalla protagonista mediante harakiri. Questa scelta risuona nell’essenzialità dell’allestimento in un continuo ribaltamento di piani di visione, caratterizzati da personaggi ed effetti creati a vista: un sofisticato gioco di costruzione e videoproiezioni della scena, una organica successione di ambientazioni pop e coinvolgenti affondi lirici per arrivare, in cinquanta minuti abbondanti, al compimento del dramma e alla maestosa catarsi finale (T. Fabbricone di PRATO, 8-13)

OTELLO \ Compagnia Opus Ballet in OTELLO coreografie e regia Arianna Benedetti con Roberto Doveri, Leonardo Germani, Chiara Mocci, Stefano Pietragalla, Chiara Rontini, Jennifer Lavinia Rosati, Adrien Ursulet, Gabriele Vernich, Valentina Zappa (T. Dante di Sansepolcro AREZZO, 11).

RELAZIONI PERICOLOSE \ COMPAGNIA TEATRO CARGO presenta RELAZIONI PERICOLOSE Liberamente ispirato al Romanzo di Choderlos de Laclos, drammaturgia e regia Laura Sicignano. Con Elena Dragonetti, Aldo Ottobrino (T. Manzoni di Calenzano FIRENZE, 13)

SERGIO RUBINI \ Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese, Sergio Rubini in PROVANDO… DOBBIAMO PARLARE scritto da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi, Diego De Silva regia Sergio Rubini (T. Petrarca di AREZZO, 9 – T. dei Rinnovati di SIENA, 12-14).

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 17 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.