Torna “Da vicino nessuno è normale”: fra calcio e inclusione sociale

“Da vicino nessuno è normale”: 18ma edizione di una rassegna capace di coniugare teatro, inclusione sociale, accoglienza, meticciato, sensibilizzazione al diverso e – oramai – pure produzione artistica, oltre che ospitalità. Si terrà dall’11 giugno – e per un mese – presso l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini ad occupare un tempo, che larghe frange degli italiani consacreranno ai mondiali di calcio; e a cui la stessa Olinda – associazione promotrice, fra l’altro, di questo festival estivo -, dedicherà una “piccola arena accanto al bar, in cui, dalle 18 alle 24, verranno trasmesse le partite di calcio”, ha annunciato Rosita Volani: “un felice modo di aprire le porte alla cittadinanza” e di creare interazione fra teatro e vita – come durante lo spettacolo/reading Fùtbol con Peppe Servillo, che si terrà il 2 luglio.

conferenza stampa

La conferenza stampa di ieri

Ieri la conferenza stampa, a Palazzo Marino. Presenza istituzionale Filippo Dal Corno, che, chiamatosi fuori dall’addentrarsi nel dettaglio degli spettacoli in programma – “Lo farà chi ha più competenze di me…” -, ha sottolineato invece il merito di Olinda nell’aver saputo coniugare residenze e produzioni, mostrando come un “luogo legato ad altro immaginario” possa essere modificato dall’energia di chi promuove diverse forme di pensiero e di visione”.

davicinoMa l’intervento senza dubbio più giocato sulle corde dell'”impegno” – artistico, sociale, economico: politico, nel senso più alto del termine – è stato quello di Thomas Emmenegger, Presidente di Olinda, che ha fatto focus su alcune parole chiave. Ha parlato di ‘Qualità dell’accogliere‘. Di fronte alla pertinacia degli artisti in residenza nel trattenersi a scrivere nella struttura ospitante – anziché concedersi puntate a visitare altri luoghi della città -, ha spesso domandato: “Ma non vi annoiate?”, intuendo, lì, che il valore aggiunto è la capacità di accogliere le persone, le idee e la creatività “come se fossero normali”. “Accogliamo gli artisti come accogliamo i matti – si è schernito -, il pubblico come la gente”. “All’inizio ognuno veniva accolto in un proprio modo: il frequentatore del ristorante in un modo, il pubblico in un altro, i ragazzi in un altro ancora… Poi la qualità dell’accoglienza, che si è ‘sporcata’ o se volete ‘arricchita’… – ha specificato – nel corso di questi 18 anni”. Sottesa a questa, è l’ ‘Idea di Città‘ – di cui il manicomio è visto quasi una sorta di metafora – e di ‘Diritti di Città‘, che Emmenegger intende come ‘diritti esercitati’ e che hanno spinto i fautori di Olinda a pensarsi come promotori di una nuova professionalità: “Costruttori di Urbanità”. Così si sono definiti, intendendosi come figure capaci di mediare fra ciò che sta dietro – ai processi creativi, alle dinamiche di residenza, al Bistrot, ma anche a quella sacca di ospitalità psichiatrica, che sono i centri diurni riabilitativi asl, che in quegli stessi luoghi convivono – per farlo conoscere alla cittadinanza. Ha insistito, su quest’aspetto, il Presidente, anche a fine conferenza: l’importanza di essere un punto di riferimento ‘aperto’ per la cittadinanza di una zona periferica come la Comasina, offrendo un’alternativa al deserto, che cala su quelle strade nelle ore notturne. Un polo di resistenza socio culturale, in qualche modo; citando, in tal senso, la “Non-Scuola” – laboratorio di teatro con adolescenti – come scommessa di farne degli adulti in grado di progettare il domani, di contro alla tendenza di guardare solo all’oggi. In tal senso ha auspicato un’inversione di tendenza – quella che la rassegna riesce a mettere in atto nel suo mese di programmazione – dal centro alle periferie: “Non si tratta di esportare un modello dal centro della città, ma che le abilità di questi giovani imparino ad autorganizzarsi anche in questi luoghi periferici”.

Non differenti, negli intenti di riconoscimento dell’encomiabilità dell’impegno profuso in questi anni da Olinda, anche gli interventi di Arnoldo Mosca Mondadori – cda Fondazione Cariplo – e del Prof. Enzo Balboni – Vice Presidente Fondazione Banca del Monte di Lombardia. “Non facciamo carità – ha puntualizzato quest’ultimo -: ma eroghiamo fondi sulla base del riconoscimento della qualità dei progetti”.

il suono della caduta

Il suono della caduta

Da ultimo un rapido sguardo agli spettacoli in programma: dal citato Servillo alla Socìetas Raffaello Sanzio, da Deflorian/Tagliarini a Claudio Morganti, dalla Compagnia Costanzo Rustioni a Mandiaye Ndiaye. Per cominciare “Il suono della caduta”, che la Volani ha subito identificato come particolarmente adatto a questo compito, portando in scena attori disabili – sia fisici che psichici -, ma non di meno professionisti: perfettamente in linea con la cifra poetica del Festival. Sul sito di Olinda il programma nel dettaglio.

DA VICINO NESSUNO E’ NORMALE
Milano, ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini
Dall’11 giugno all’11 luglio

@OlindaOnlus

Francesca Romana Lino

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Teatrofila per passione...
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Francesca Romana Lino