BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//wp-events-plugin.com//6.6.3//EN
TZID:Europe/Rome
X-WR-TIMEZONE:Europe/Rome
BEGIN:VEVENT
UID:193@fattiditeatro.it
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20170530T163000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20170530T180000
DTSTAMP:20180116T124745Z
URL:https://fattiditeatro.it/eventi/la-rivoluzione-facile-sai-farla-dpu25/
SUMMARY:La rivoluzione è facile se sai con chi farla #dpu25
DESCRIPTION:LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI CON CHI FARLA&nbsp\;\nIncontro/
 Tavola rotonda a cura del critico Andrea Porcheddu\nFestival Dominio Pubbl
 ico_La Città agli Under 25\n\nIntervengono: Luca Ricci [ideatore del prog
 etto Dominio Pubblico/Kilowatt Festival/Italia dei Visionari/BeSpectactive
 ] – Antonio Calbi [direttore del Teatro Nazionale di Roma] – La direzi
 one artistica Under 25 del Festival Dominio Pubblico – La Konsulta [prog
 etto di formazione del pubblico Under 25/Teatro dei Venti/Trasparenze Fest
 ival] – Giulio Sonno [critico e caporedattore della rivista PaperStreetV
 iew] – Simone Pacini [fattiditeatro] – Alessandra Stanghini [Spettator
 i Erranti/Progetto Gite Contemporanee/Rete Teatrale Aretina] – Nicola Bo
 rghesi [Kepler-452/Festival 20 30] – Giulia Anghinoni [MaMiMo/Giovani Di
 rezioni] – Grazia Sgueglia [Associazione Spring per MigrartiI]\nChiediam
 o in prestito il titolo per questo incontro a Nicola Borghesi dell’assoc
 iazione bolognese Kepler-452 che\, in complicità con Lodo Guenzi dello St
 ato Sociale\, ha creato questo progetto che si fonda proprio sulla parteci
 pazione e che aprirà la quarta edizione di questo Festival dedicato alla 
 creatività Under 25.\nCome la nostra stanno emergendo negli ultimi anni m
 olte realtà nel panorama nazionale che hanno deciso di dedicare la loro e
 nergia e la loro attenzione a ricostruire con perizia e pazienza un tessut
 o sociale e culturale lì dove era rimasto uno strappo. Dovuto alla crisi
 … dovuto alla mancanza di ricambio generazionale… sono molte le cause 
 a cui si attribuiscono i sintomi di un malessere di cui il teatro riflette
 \, attraverso il suo ruolo di specchio sociale\, un malessere comune. Graz
 ie alle domande di Andrea Porcheddu cercheremo di interrogare molte realt
 à contemporanee che stanno lavorando nel presente e guardando al futuro\,
  per chiederci quale teatro lasceremo tra 5 anni? \nA me basta quel che ho
  trovato nel perdere ogni cosa\nGhiannis Ritsos\n\nQuale teatro lasceremo 
 tra 5 anni? \nVale la pena riflettere su alcuni temi all’ordine del gior
 no.\nSono spunti per una conversazione e speriamo per una azione possibile
 \, da mettere in atto oggi pensando al futuro.\nIn questo momento sembra c
 he l’annosa crisi del teatro sia superabile anche grazie all’apertura 
 e l’investimento di processi di partecipazione e cittadinanza\, che perm
 ettano a un pubblico formato e consapevole di rendersi attivo e partecipe 
 nella programmazione di festival\, stagioni teatrali\, incontri\, residenz
 e etc.\nÈ vero? È così?\nLo spettatore deve partecipare a tutti i livel
 li? Perché? \nIn questa prospettiva\, citando il prof. Gerardo Guccini\, 
 gli stessi processi creativi sembrano oggi essere molto più necessari del
 l’esito finale\, dello spettacolo compiuto. Il processo supera il prodot
 to.\nCi sono esempi importanti in Italia.\nLa Biennale di Venezia\, proseg
 uendo e rilanciando la decennale prospettiva formativa di Alex Rigola\, so
 tto la direzione artistica di Antonio Latella decide di investire risorse 
 e attenzione su un percorso dedicato principalmente a giovanissimi artisti
  e registi italiani. Ruggero Cappuccio al Festival di Napoli 2017 dedica a
 mpio spazio alla formazione con grandi maestri.\nOppure ancora\, si può a
 nalizzare quanto accaduto quest’anno al Premio Nazionale InBox\, che ten
 de a favorire l’emersione di compagnie che altrimenti sarebbero rimaste 
 in una zona “invisibile” e che invece\, attraverso un’osservazione p
 lurale e partecipata\, guadagnano la possibilità di circuitare a livello 
 nazionale.\nQuali sono\, dunque\, i benefici di questo tipo d’investimen
 ti e quali i limiti? \nAllo stesso tempo\, nonostante la concentrazione di
  enormi sforzi da parte degli operatori e di tutta la popolazione teatrale
 \, il piatto della bilancia sembra sempre pendere dalla parte dei grandi e
 venti e degli spettacoli mainstream che dovrebbero avere un peso sull’ec
 onomia culturale (vedi il prossimo musical “Nerone” al Palatino\, già
  alquanto discusso).\nDa qui la terza domanda: è in atto un vero e propri
 o cambiamento o ci stiamo semplicemente sforzando di sollevare l’acqua c
 on il forcone? \nInfine vi è un ultimo spunto di riflessione per la discu
 ssione e il confronto. Si tratta di capire quali sono i benefici degli inv
 estimenti per l’integrazione e la formazione degli spettatori.\nA un pri
 mo livello sembra evidente che a simili attività possano accedere solamen
 te giovani che abbiano alle spalle il sostegno economico e la tutela della
  famiglia.\nPensando\, per fare un esempio\, a un progetto come Migrarti\,
  viene da chiedersi quale sia la reale ricaduta sociale di quegli interven
 ti.\nA chi si rivolge la formazione e con quali esiti? Che risultati hanno
  ottenuto\, oggi\, simili esperienze attive già in passato? \nQuesto tipo
  di azioni\, insomma\, sono reali ed hanno una reale ricaduta sociale? Qua
 nto dureranno? Per quanto tempo?\nQuale teatro avremo tra cinque anni? \n&
 nbsp\;
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://fattiditeatro.it/wp-content/uploads/2017
 /05/blu.jpg
CATEGORIES:incontro
LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Gassman\, Roma\, Italia
GEO:41.8691722;12.47244820000003
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Lungotevere Gassman\, Roma\
 , Italia;X-APPLE-RADIUS=100;X-TITLE=Teatro India:geo:41.8691722,12.4724482
 0000003
END:VEVENT
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
X-LIC-LOCATION:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
DTSTART:20170326T030000
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
END:DAYLIGHT
END:VTIMEZONE
END:VCALENDAR