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SUMMARY:Short Theatre 2019 - XIV edizione
DESCRIPTION:La ritualità ipnotica del Leone d’Oro 2019 Alessandro Sciarr
 oni e la discesa profonda negli abissi delle relazioni uomo-donna della fi
 nlandese/egiziana Samira Elagoz. Le mappature musicali e politiche di Inve
 rnomutoe l’house senza confini del principe del voguing Kiddy Smile. La 
 censura dentro e fuori di noi analizzata dal più volte premio Ubu Manuela
  Cherubini e l’epica della resistenza femminile di Marta Cuscunà. La ri
 flessione sul corpo postcoloniale sviluppata dall’artista visivo Kader A
 ttia e quella sul corpo come archetipo pop nella performance di nora chipa
 umire. L’inventario delle parole di un territorio restituito da un juke 
 box umano nell’Encyclopédie de la parole di Jorise lacoste e Elise Simo
 net e il catalogo di sogni e incubi stilato da Lancelot Hamelin per Italia
 n Dreams\, parte del suo progetto The Light House Project.\n\nSono soltant
 o alcune delle molteplici traiettorie esplorate da Short Theatre 2019 - un
 o dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le perform
 ing arts e la creazione contemporanea - che dal 6 dal 14 settembre animer
 à la Capitale negli spazi de La Pelanda\, WeGil\, Teatro Argentina\, Teat
 ro India e Carrozzerie n.o.t.\n\n\n\n9 giorni per assistere alle creazioni
  e alle visioni di (oltre agli artisti già citati) Alessandra Di Lernia\,
  Alex Cecchetti\, Angélica Liddell\, Anne Lise Le Gac &amp\; Arthur Chamb
 ry\, Barokthegreat\, Claudia Castellucci\, Deflorian/Tagliarini\, DOM- + B
 oato\\Danesin\, Ginevra Panzetti/Enrico Ticconi\, Jaha Koo\, Marie Losier\
 , Mk\, Motus\, Nyamnyam\, OKO DJ\, Sara Leghissa/Strasse + Carlo Fusani\, 
 Shawala\, Sirna/Pol\, alle sonorizzazioni di Tropicantesimo\, alle rifless
 ioni di Panorama Roma e alla programmazione speciale di OHT_Little Fun Pal
 ace.\n\nTitolo di questa edizione: Visione d’insieme. Ovvero quella pros
 pettiva che sa mettere in relazione le tracce diverse di una realtà sempr
 e più complessa\, quella capacità di far dialogare le stratificazioni de
 lla Storia con ciò che accade nel presente\, attraverso uno sguardo sempr
 e aperto e inclusivo. Essere disponibili a rovesciare le prospettive per m
 antenere sempre vivo il percorso di indagine. La visione d’insieme è l
 ’unico sguardo possibile di fronte alla complessità delle società cont
 emporanee. La visione d’insieme è il contrattacco creativo a chi costru
 isce la rappresentazione semplificata del mondo per spianare la strada a p
 ercorsi autoritari.\n\nGrande novità di questa edizione l’inaugurazione
 \, grazie alla collaborazione con la Regione Lazio\, di un nuovo centro di
  vita del festival: gli spazi di WeGil che ospiteranno i primi due giorni 
 di programmazione di Short Theatre 2019\, il 6 e 7 settembre. Un flusso in
 interrotto di performance\, installazioni\, listening session e momenti di
  riflessione abiterà lo storico palazzo di Trastevere per far dialogare l
 e forme razionaliste ideate dall’architetto Moretti nel 1933 con il pres
 ente della città\, attraverso una pratica di ri-significazione dello spaz
 io pubblico.\n\n\n\nIn tutto questo si inseriscono il consolidamento della
  collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo\, che si traduce nella c
 oabitazione all’interno della Pelanda – che ospita la gran parte della
  programmazione del festival – già a partire dalle attività di questa 
 estate e la partecipazione ad altri due progetti europei\, INFRA e Festiva
 l of the Future\, che si aggiungono a Fabulamundi Playwriting Europe\, Mor
 e Than This e Shift Key.\n\nShort Theatre rafforza inoltre il dialogo con 
 alcune realtà artistiche e istituzioni culturali nazionali e romane - Tea
 tro di Roma\, Carrozzerie n.o.t\, NERO\, Fanfulla 5/a\, il Modulo Arti del
  Master in Studi e Politiche di Genere di Roma Tre\, Da.Re – Dance Resea
 rch\, Dominio Pubblico – per stratificare ulteriormente la propria offer
 ta artistica e accogliere una comunità di spettatori sempre più ampia\, 
 configurandosi come snodo nevralgico del dialogo fra realtà culturali e a
 mministrazione nella rigenerazione del territorio.\n\n\n\nShort Theatre 20
 19 è ideato e organizzato da AREA06 con la co-direzione di Fabrizio Arcur
 i e Francesca Corona\, è realizzato con il sostegno di MiBAC e Regione La
 zio e il patrocinio di Roma Capitale\, Assessorato alla Crescita culturale
  - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Azienda Speciale Palaexpo
 . Si svolge in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e
  Carrozzerie n.o.t\, con il supporto di Acea SpA\, Institut Français Ital
 ia\, Villa Medici\, Accademia di Spagna Roma\, Istituto Cervantes Roma\, I
 nstitut Ramon Llull.\nProgramma\nDopo la consueta anteprima di giovedì 5 
 settembre all’Accademia di Spagna con il duo milanese di artisti e ricer
 catori Invernomuto e il producer e dj Hugo Sanchez\, Short Theatre 2019 si
  apre con un flusso continuo di creazioni che per due giorni – il 6 e 7 
 settembre - &nbsp\;riempiranno gli spazi di WeGil\, edificio che subito of
 fre lo spunto per riflettere sulla controversa eredità architettonica del
  fascismo e del colonialismo. Attraverso i linguaggi e le pratiche perform
 ative degli artisti\, il festival vuole attivare un processo di rilettura 
 e riscrittura di un luogo e di ciò che rappresenta. Ma non saranno solo g
 li artisti a intervenire\, perché Short Theatre intende condividere quest
 o percorso anche con alcune figure del mondo intellettuale come Simone Fra
 ngi\, teorico\, curatore e direttore artistico di Viafraini\, la scrittric
 e Igiaba Scego\, Ilenia Caleo e Isabella Lo Pinto\, curatrici del Modulo A
 rti del Master in Studi e Politiche di genere di Roma Tre\, e la redazione
  di NERO.\n\nI temi della decolonizzazione\, dei corpi e delle identità a
 i margini\, del privilegio e dominio bianco giunto oramai a un punto criti
 co\, sono affrontati direttamente da Kader Attia\, artista visivo franco-a
 lgerino attivo nelle principali gallerie e musei internazionali\, nel suo 
 film-documentario The Body’s Legacies\, Part 2: The Postcolonial Body ch
 e verrà proiettato nelle due giornate del festival al WeGil. Presentato a
 lla biennale d’arte Manifesta di Palermo nel 2018\, The Postcolonial Bod
 y scava dentro il concetto di corpo migrante nelle società occidentale es
 ponendo i tratti che gli sono stati attribuiti. Allo stesso modo\, nasce d
 alla riflessione sull’incontro tra il pensiero femminista e quello sulla
  decolonizzazione il lavoro della politologa militante Françoise Vergès\
 , attiva insieme ad Attia nel collettivo artistico Décoloniser les arts\,
  che terrà una lectio magistralis il 7 settembre in collaborazione con il
  Modulo Arti del Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e NERO\
 , a partire dal suo ultimo testo Féminisme décolonial. Con un taglio com
 pletamente diverso ma nello stesso ambito si muove Black Med\, listening s
 ession-installazione sonora di Invernomuto in programma il 6 settembre che
  assume la nozione di Mediteranneo nero proposta dalla studiosa Alessandra
  Di Maio\, e la esplora attraverso la cultura musicale\, ricostruendo la m
 appa labirintica in cui i ritmi\, le sonorità\, le estetiche attraversano
  il Mediterranneo\, per ribaltarne l’impronta bianca e occidentale. Lo s
 guardo sull’identità\, i corpi e le dinamiche di dominio si sposta poi 
 sul mondo arabo con la presentazione di Burning Play- Passo#1 di Manuela C
 herubini\, conferenza-spettacolo in scena il 7 settembre al WeGil. Burning
  Play - Passo#1 è un progetto in fieri sulla figura della scrittrice egiz
 iana Nawal Al Sa’adawi\, a partire dalla sua commedia God Resigns at The
  Summit Meeting\, scritta nel 1996 e mai rappresentata. La commedia è sta
 ta bruciata “affinché il libro non esista più”. Burning Play - Passo
 #1 è uno spettacolo su una commedia che non si può rappresentare. Perch
 é è stata distrutta col fuoco. Perché quel che ne resta brucia ancora t
 anto che nessuno lo vuole toccare.\n\n\n\nA ribaltare di nuovo la prospett
 iva ci penserà poi nora chipaumire\, artista e coreografa dello Zimbabwe 
 attiva negli Stati Uniti. Nelle prime due sere del festival\, nora present
 erà in prima nazionale 100% POP\, uno dei tre capitoli della sua live per
 fomance album dedicata alle icone dei suoi anni di formazione nello Zimbab
 we - in questo caso Grace Jones –\, nella quale l'energia della musica p
 unk e new wave degli anni '80 si mescola con il suono delle radio africane
 \, la povertà\, la vita rurale. A scandire la temperatura dei due giorni 
 di Short Theatre 2019 a WeGil arriverà poi Bermudas\, la coreografia “a
 tmosferica” di MK di Michele Di Stefano\, che sarà presentata anche nel
 la versione estesa di Bermudas Forever\; il Love Bar di Alex Cecchetti\, u
 n luogo sospeso tra il miraggio\, lo storytelling e il palco teatrale in c
 ui dissetarsi con cocktail a base di erbe locali preparati dall’artista 
 in cambio di storie d’amore e racconti di emozioni\; l’installazione p
 erformativa site-specific 8000 anni dopo di Nyamnyam\, collettivo di filos
 ofi ed artisti di Barcellona che interroga le origini dell’agricoltura\,
  vero punto di svolta nell’indirizzare il corso dell’umanità\, altera
 ndone la narrazione e attivando una diversa memoria a partire dal contesto
  locale. Protagonista del dj set di inaugurazione del festival il 6 settem
 bre infine sarà OKO DJ\, giovane cosmopolita originaria di Parigi. Condut
 trice radiofonica\, animatrice di serate underground della scena queer fra
 ncese\, OKO DJ nei suoi set ama rompere i rigidi schemi del clubbing\, mes
 colando generi ed estetiche attraverso il proprio stile unico e pieno di b
 rio.\n\nDomenica 8 settembre il festival si sposta nella sua location prin
 cipale\, La Pelanda\, e al Teatro Argentina per la prima delle due replich
 e dell’attesissimo Augusto\, ultimo lavoro del Leone d’Oro alla carrie
 ra per la danza Alessandro Sciarroni. Presentato nell’ambito della colla
 borazione fra Short Theatre e Grandi Pianure\, la rassegna dedicata alla d
 anza contemporanea del Teatro di Roma\, curata da Michele Di Stefano\, Aug
 ustoraccoglie il gesto quotidiano del ridere e lo trasfigura in un’unica
  parossistica espressione di gioia\, euforia\, commozione\, sofferenza\, r
 abbia e paura. Uno spettacolo sul bisogno di sentirsi amati in maniera inc
 ondizionata e sul dolore. Un omaggio alla figura dell’Augusto: il clown\
 , il fool\, l’idiota che combina sempre guai e che si orina addosso\, se
 mpre ubriaco\, col naso rosso\, e che ride di tutto. Ma “augusto” sign
 ifica anche imperiale\, regale\, autorevole\, ed è il nome del primo impe
 ratore romano. In&nbsp\; scena l’8 e 9 settembre alle 21 al Teatro Argen
 tina.\n\n\n\nAlla Pelanda il programma si apre nel primo pomeriggio con Pa
 norama Roma\, format nato nel 2018 per creare una zona di condivisione\, d
 i ricerca e di riflessione sulle urgenze e le necessità della comunità a
 rtistica romana. Gli artisti sono invitati a condividere alcuni momenti de
 l loro processo creativo anche in relazione alle condizioni di produzione.
  A fare il punto della situazione\, in questa terza edizione di Panorama R
 oma\, saranno la coreografa Premio Ubu 2018 per la danza Silvia Rampelli/H
 abillé d’eau\, la giovane emergente Marina Donatone\, l’artista visiv
 o di fama internazionale Andreco\, la regista Fabiana Iacozzilli\, il coll
 ettivo nomade di architetti Stalker\, il duo di artisti Malombra. Short Th
 eatre 2019 ospiterà poi il debutto della prima produzione nata nell’amb
 ito di Panorama Roma: Speranza contro speranza della regista e drammaturga
  Alessandra di Lernia. La giornata dell’8 settembre alla Pelanda si conc
 luderà infine con il live di un innovatore della scena brasiliana fin dag
 li anni ’90\, Ricardo Dias Gomes\, già bassista di Caetano Veloso.\n\nS
 i rimane in atmosfera sudamericana anche il giorno seguente\, lunedì 9 se
 ttembre alla Pelanda\, con la proiezione in prima nazionale di Cassandro\,
  the Exotico!\, opera filmica della danzatrice\, artista e regista frances
 e Marie Losier\, abituale frequentatrice di festival cinematografici come 
 quello di Berlino\, di Rotterdam e di Tribeca a New York e di gallerie com
 e la Tate Modern di Londra\, il Centre Pompidou di Parigi e il MOMAdella G
 rande Mela. Il film è un ritratto di Cassandro\, la star più eccentrica 
 dello sgargiante e appariscente&nbsp\; mondo della Lucha Libre\, il wrestl
 ing messicano. Cassandro è il re degli Exòticos\, i wrestler gender bend
 er e crossdresser che combattono il pregiudizio. Un animale da combattimen
 to\, un pluripremiato campione del mondo\, che spinge il suo corpo oltre i
  limiti nonostante i suoi capelli laccati\, il suo mascara e le sue ciglia
  perfettamente incurvate. La serata del 9 settembre si chiude con le sonor
 ità di una Giamaica immaginaria del Rootsvibes djset curato da Lady Maru\
 , Enrico Kybbe e Bob Corsi.\n\nFormati differenti\, eterogeneità dei ling
 uaggi\, sguardo prismatico per interrogare le tante dimensioni della conte
 mporaneità. È la Visione d’insieme di Short Theatre 2019\, al cui inte
 rno troviamo il racconto del quotidiano\, con le sue solitudini e cortocir
 cuiti relazionali\, che attraversa e connette lo spazio geografico globale
  a partire dalle storie individuali. È il caso di Jaha Koo – artista su
 dcoreano ma attivo a Ghent – che in Cuckoo\, in scena il 10 e 11 settemb
 re alla Pelanda\, ripercorre la storia recente Corea del Sud e riflette su
 l tema dell’isolamento e del suicidio nella società sudcoreana in compa
 gnia di un cuoci riso elettrico. Data unica invece\, il 10 settembre\, per
  I giardini di Kensington del giovane duo Sirna/Pol\, un viaggio nell’in
 timità consuetudinaria di una coppia qualsiasi\, fatta di complicità\, p
 iccole noie\, litigiosità\, gesti d’amore che fanno traballare il model
 lo sociale – binario e normativo – a cui si pensava di aderire.\n\nL
 ’11 e 12 settembre si rimane in ambito di storie individuali e di relazi
 oni umane in Cock\, cock…who’s there?\, intenso spettacolo-conferenza-
 documentario in cui l’artista egiziano-finlandese Samira Elagoz condivid
 e la sua ricerca - nata in seguito a una vicenda personale di abuso - sul 
 dating online\, l’autodeterminazione femminile\, il consenso e la violen
 za sessuale\, passando in rassegna l'intero spettro delle relazioni uomo-d
 onna - dall'intimità alla brutalità - e trascinando con sé il pubblico 
 nella riflessione sull’ambiguità radicale che le contraddistingue\, olt
 re ogni moralismo (lo spettacolo è sconsigliato ai minori di 16 anni)\n\n
 La femminilità e la sua relazione antropologica con la comunità sono poi
  al centro di Il canto della caduta di una delle più significative espone
 nti della scena contemporanea italiana\, Marta Cuscunà. In scena il 10 se
 ttembre alla Pelanda\, Il canto della caduta prosegue idealmente il discor
 so iniziato con la Trilogia delle Resistenze femminili e raccoglie un oriz
 zonte di pensiero che continua a tramandarsi nonostante millenni di patria
 rcato. Il mito di Fanes\, infatti\, è una antichissima tradizione popolar
 e dei Ladini\, una minoranza etnica delle Dolomiti. È un ciclo epico che 
 racconta di un regno pacifico guidato da regine e distrutto dall’inizio 
 di una nuova epoca del dominio e della spada. È il canto nero della cadut
 a nell’orrore della guerra. Sulla scena\, l’immaginario ancestrale pre
 nde vita grazie ai pupazzi e ai corvi meccanici realizzati dalla scenograf
 a Paola Villani\, in un progetto artistico che cerca di unire la tradizion
 e del teatro di figura ai principi di animatronica e alla componentistica 
 industriale.\n\nLa visione d’insieme si snoda poi attraverso tutti quei 
 dispositivi che mettono sotto la propria lente lo stesso linguaggio artist
 ico\, svelandone convezioni e dinamiche\,&nbsp\; come ad esempio fa Chroma
  keys\, l’ultima produzione “meta-filmica” dei Motus in cui vediamo 
 Silvia Calderoni agire davanti al green screen dei set cinematografici\, s
 abotando la cornice dello schermo in una incursione dentro la meraviglia d
 ella finzione e i suoi vecchi “trucchi” stereoscopici (alla Pelanda da
 l 12 al 14 settembre)\; oppure entrando direttamente all’interno del pro
 cesso creativo\, come fanno Deflorian/Tagliarini in Scavi\, in cui Daria D
 eflorian e Antonio Tagliarini restituiscono le scoperte fatte durante la f
 ase di indagine del lavoro compiuto per Quasi niente\, ispirato a Deserto 
 Rosso di Michelangelo Antonioni (dal 10 al 14 settembre a Carrozzerie n.o.
 t.)\; o ancora indagando direttamente il sistema teatro\, attraverso le in
 terviste che Sotterraneo conduce ad alcuni dei protagonisti della scena ar
 tistica italiana in Talk Show\, format che risponde all’esigenza di inco
 ntrare altri artisti e di interrogarsi reciprocamente sul senso di questo 
 mestiere al tempo della rivoluzione digitale (10 settembre a Carrozzerie n
 .o.t\, 11 e 12 settembre alla Pelanda).&nbsp\;\n\nIl 12 settembre nella zo
 na esterna della Pelanda ci sarà inoltre la possibilità di reinventare l
 o spazio\, il tempo e le atmosfere con la serata danzante Shawala\, habita
 t di connessione curato dal trio Bonetti/Cabiddu/Cuttica(WOW e Fanfulla 5/
 a).\n\nLa trasformazione delle pratiche artistiche\, la commistione delle 
 lingue e la manipolazione delle materie e delle possibilità espressive ar
 ticolano lo scenario mutevole che prenderà vita alla Pelanda anche con la
  performance DUCTUS MIDI dei marsigliesi Anne Lise Le Gac e Artur Chambry\
 , in programma il 12 e il 13 settembre\, che recupera il principio medieva
 le del “ductus” (con il quale si indicava una modalità libera di pens
 are e muoversi a partire dallo sviluppo di una traiettoria\, piuttosto che
  dalla pianificazione della stessa) per generare sulla scena ibridi incant
 evoli: immagini acustiche\, strumenti da ballo\, palazzi della memoria\, m
 appe che sembrano dipinti. Dipinti e tracciati fuori dall’ordinario sono
  poi quelli con cui Sonia Brunelli del duo Barokthegreat costruisce la sua
  danza forsennata\, astratta e fantasmatica in GHOST – Lucifer wants to 
 sell\, solo che parte dallo studio del “footwork”\, sottocultura e str
 eet-dance nata negli anni ’90 a Chicago\, in scena venerdì 13 settembre
 . Con una musica sparata a ritmi mozzafiato\, i migliori footworkers leggo
 no la musica come una mappa\, riuscendo a incorporare nei movimenti le var
 iazioni più sottili di dinamica e ritmo. E mozzafiato sarà anche il dj s
 et\, per la prima volta in Italia\, di Kiddy Smile\, dj della periferia pa
 rigina\, guerriero da ballroom\, producer\, attore e icona LGBTQ noto come
  “il principe francese del Voguing”\, che il 13 settembre trasformerà
  La Pelanda in uno straordinario spazio di libertà.\n\nNel segno delle fo
 rme archetipiche si inscrivono i due progetti del 14 settembre\, sempre al
 la Pelanda. In All’inizio della città di Roma Claudia Castellucci esplo
 ra la matrice del nostro vivere collettivo in un’azione coreografica che
  risale alle radici dell’Occidente guardando alla nascita di una delle p
 iù estese civiltà europee: quella Romana\, osservata non dal punto di vi
 sta dell’estasi della conquista ma come società che ha dovuto costruire
  un modello di convivenza. La traiettoria della tradizione e dell’archet
 ipo è anche quella percorsa dal giovane duo coreografico di Ginevra Panze
 tti ed Enrico Ticconi\, che con il loro Harleking\, esplorano la figura de
 ll’Arlecchino della Commedia dell’arte e ne portano alla luce una spec
 ifica qualità ipnotica\, in cui i contenuti\, spesso estremi ed opposti\,
  si fondono in un sistema metamorfico fluido dove tutto può accadere.\n\n
 La XIV edizione di Short Theatre fornisce poi un’ulteriore occasione di 
 incontro con il contesto specifico della città\, attraverso la proposta d
 i alcuni progetti site-specific che attiveranno – o hanno già attivato 
 in questi mesi – percorsi immaginifici di riscrittura dei territori e de
 l loro bagaglio collettivo di simboli\, significati\, esperienze. Primo tr
 a tutti\, JUKEBOX_Roma di Encyclopédie de la Parole con la regia di Joris
  Lacoste e la direzione artistica di Elise Simonet - prodotto nella sua ve
 rsione italiana da Échelle 1:1\,&nbsp\;Short Theatre\, Teatro di Roma –
  Teatro Nazionale\,&nbsp\;Fondazione Teatro Metastasio/Contemporanea Festi
 val\,&nbsp\;Sardegna Teatro/10 Nodi Festival nell’ambito del network I.N
 . Italia in collaborazione con la&nbsp\;Francia in Scena\, stagione artist
 ica dell’Institut français Italia / Ambasciata di Francia in Italia. JU
 KEBOX è un solo pensato per un singolo spazio geografico: una città\, i 
 suoi abitanti e la lingua che condividono. Se io vivo a Roma\, Prato o Cag
 liari\, quali sono le differenti forme di discorso che mi attraversano in 
 un determinato giorno?&nbsp\;La drammaturgia dei materiali orali raccolti 
 da 7 raccoglitori locali con il coordinamento di Francesco Alberici sarà 
 interpretata venerdì 13 e sabato 14 settembre da Monica Demuru\, sorta di
  jukebox umano che esplorerà con il pubblico i modi con cui una comunità
  rappresenta sé stessa. L’elaborazione dell’immaginario di un territo
 rio si rovescia nella ricostruzione del materiale onirico collettivo nel p
 rogetto Italian Dreams realizzato dall’autore francese Lancelot Hamelin 
 nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe\, che dopo aver raccolto s
 ogni e incubi degli abitanti di un quartiere di Roma\, Tor Sapienza\, li h
 a assemblati in una forma drammaturgica a metà tra scrittura teatrale ed 
 indagine sociologica attraverso un processo laboratoriale condiviso con at
 tori\, autori e appassionati dell’universo onirico\, che ne daranno rest
 ituzione giovedì 12 e venerdì 13 settembre. Ad intervenire nel territori
 o sarà poi TONIGHT NOT POETRY WILL SERVE\, talk fuori formato di Sara Leg
 hissa/Strasse che si sviluppa nel corso di più giorni del festival\, e il
  cui testo viene esposto nello spazio pubblico attraverso una pratica che 
 riflette sul confine labile tra legalità e illegalità\, tra privilegio e
  resistenza\, tra tempo storico e presente in emersione.\n\nAnche quest’
 anno inoltre prenderà vita la co-abitazione tra Short Theatre e altre ent
 ità artistiche e organismi di curatela nella sezione dei Progetti in Resi
 denza. Torna la roulotte di Little Fun Palace di OHT di Filippo Andreatta 
 e Salvatore Peluso\, luogo effimero di aggregazione che nasce in omaggio a
 l “Fun Palace”\, il leggendario progetto dell’architetto Cedric Pric
 e e della regista teatrale Joan Littlewood che negli anni Sessanta volevan
 o realizzare un’università della strada\, un laboratorio del divertimen
 to. Little Fun Palace ospiterà al suo interno una programmazione quotidia
 na speciale\, in cui la comunità del festival potrà ritrovarsi a seguire
  delle reading sessions\, godere di ascolti musicali in cuffia\, consultar
 e i volumi di una piccola biblioteca costruita ad hoc.\n\nAd accompagnare 
 i nove giorni di programmazione di Short Theatre 2019\, infine\, ci sarà 
 anche quest’anno Tempo Libero\, la sezione che dalla scorsa edizione il 
 festival dedica alla formazione e che si concentra quasi interamente negli
  spazi del Teatro India\, con un denso programma di workshop e a laborator
 i aperti a tutte e tutti e gratuiti.\n\nA celebrare il rito di chiusura di
  Short Theatre 2019 sabato 14 settembre sarà ancora una volta Tropicantes
 imo\, l’installazione sonora in cui il corpo è al centro di una esperie
 nza e una drammaturgia imprevedibile\, carillon bello e malefico che incar
 na i suoni e i ritmi tribali della fascia equatoriale\, immaginati e sogna
 ti\, ritagliati e scoperti
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