plateaLmente – uno sguardo sulla scena milanese

“Otello Spritz”, il giusto mix di bollicine e Campari

“Otello Spritz”, il giusto mix di bollicine e Campari

Come si fa a rendere attuale ed appetibile un testo scritto nel 1603? Come, se parla di un mondo lontanissimo nel tempo e nel modo di vivere, benché ambientato nella nostra bell’Italia all’epoca, però, considerata un paese quasi esotico dal più British degli illustri drammaturghi classici? E come, soprattutto, se lo si porta in scena(…)

Cangiante tramonto di un’epoca nella graffiante scrittura di Bernhard/Bucci/Sgrosso

Cangiante tramonto di un’epoca nella graffiante scrittura di Bernhard/Bucci/Sgrosso

In fondo è solo un pretesto, quello della pensione, in “Prima della pensione”, scritto da Thomas Bernhard nel 1979 e portato in scena dalla compagnia Le Belle Bandiere. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 21 al 26 febbraio. Sembra solo un escamotage, perché quel di cui si narra, in filigrana alla vicenda personale dell’ex ufficiale(…)

“Letizia forever” e il dualismo vincente di Palazzolo/Nocera

“Letizia forever” e il dualismo vincente di Palazzolo/Nocera

C’è un’anomalia disturbante, nell’iconografia di “Letizia forever”, testo e regia di Rosario Palazzolo, portato in scena da Salvatore Nocera dal 7 all’11 febbraio al Teatro Verdi di Milano. E l’anomalia consiste nel fatto che, pur ad onta di un titolo, che parla di una donna (Letizia, appunto, il cui nome allude a una joie de(…)

Gassmann e la garbata pazzia della porta accanto

Gassmann e la garbata pazzia della porta accanto

Sembra essere diventata una cifra della poetica di Alessandro Gassmann regista engagé, l’attenzione per la questione psichiatrica. Così, dopo la lunga tournée di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, già nel 2015 rilancia con “La pazza della porta accanto”, tratto dall’omonimo atto unico di Claudio Fava, che a sua volta lo mutua da una delle(…)

Cinismo farsesco per il Mercante di Renda

Cinismo farsesco per il Mercante di Renda

“Una risata vi seppellirà”, scriveva Bakunin, pare. E, questa lezione, il ventisettenne regista Filippo Renda sembra averla ben digerita e fatta propria, cavalcando una vèrve derisorio dissacrante certo non nuova né al teatro, né alla letteratura. Cinismo, ipocrisia, ferocia – e ancor più feroce satira –, che si volgono nella beffa di una risata: eccoli(…)