A teatro con l’esperto (che poi sarei io)!

Sono iscritto ad Airbnb dal 2011 e appena sono venuto a conoscenza delle “Esperienze” mi sono subito chiesto quali potessi proporre. Ho iniziato a studiare e mi è stato consigliato, dall’assistenza, di proporre un’esperienza su un argomento sul quale fossi davvero ferrato.

Mi sarebbe piaciuto proporre qualche “street food” o “street art” tour alla ricerca della Roma non turistica, quella che preferisco. Ma avrei avuto moltissima concorrenza e soprattutto non mi posso definire un esperto di questi settori, ma solo un appassionato.

All’Argentina e in un’osteria di Monteverde

A teatro con l’esperto!

Ed ecco che mi è venuto in mente l’idea di condividere le numerose esperienze teatrali che faccio durante l’anno, convinto del fatto che esiste una nicchia di turisti interessati al teatro e alla danza contemporanea (come lo sono io quando vado a Parigi o a Berlino). È nata l’esperienza “Theatre evening with the expert”!

Ci ho messo un po’ ad ingranare ma, complice la frequentazione e i consigli della community romana, dopo l’estate ho fatto le mie prime esperienze. Il format che mi sono immaginato è semplice: scelgo io uno spettacolo per te (in cui il testo non sia predominante visto che oltre il 90% di chi prenota un’esperienza a Roma non parla italiano), ci incontriamo mezz’ora prima dello spettacolo per fare un piccolo excursus sul quartiere, il teatro, la compagnia o il regista e una breve introduzione su ciò che vedremo. Assistiamo allo spettacolo insieme e subito dopo, se ci sono le condizioni, facciamo una chiacchierata con qualcuno del pubblico, o con gli artisti o con lo staff del teatro. Infine parliamo dello spettacolo (ma anche di altro!) davanti a un bicchiere di vino.

In un wine bar di Testaccio

A che punto sono

Al momento ho realizzato 9 esperienze, siamo stati in teatri (Argentina, Vascello, Vittoria, Olimpico), in spazi industriali riconvertiti (Mattatoio e Teatro India) e in perle di architettura contemporanea (Auditorium Parco della Musica). Ho cercato anche di raccontare ai miei guest la storia recente di quartieri come Ostiense e Testaccio.

Abbiamo visto spettacoli di Peter Brook, Emma Dante, Sharon Eyal, Orchestra di Piazza Vittorio, frequentato SHORT THEATRE, Romaeuropa e la Festa del Cinema (con una piccola variazione sulla proposta originale). In totale ho avuto oltre venti guest, provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Nuova Zelanda, Francia, Germania, Russia e Corea del Sud.

È stata ed è una sfida emozionante, un cortocircuito stimolante. Immaginate cosa sia portare a teatro persone che conoscono pochissimo le performing arts. Immaginate la gioia di vedere un dipendente della Fondazione Roland McDonald di Salt Lake City emozionarsi per una coreografia di Sharon Eyal, o uno studente coreano impazzire per uno spettacolo di Emma Dante.

Questi e altri possono essere esempi per dire che forse non serve una “formazione” del pubblico. Serve trovare i modi per portare i cittadini (e i turisti se vogliamo) a vedere spettacoli belli, creando contesti variegati e stimolanti. Perché Roma è affascinante anche per ciò che ha saputo creare negli ultimi anni.

All’Auditorium Parco della Musica

Appello ai teatri

Finita questa breve descrizione, chiedo a chi si occupa di promozione del pubblico per i teatri romani: segnalatemi spettacoli adatti a chi non capisce l’italiano. Danza, teatro di figura, circo (ma anche un genere di teatro come quello di Emma Dante, per la quale ho provveduto a consegnare un abstract in inglese). Spesso le proposte dei festival sono i terreni adatti.

Infine un appello ai programmatori delle istituzioni romane più importanti (mandate loro il link a questo articolo). Davvero non varrebbe la pena sovratitolare in inglese, anche per una sola replica, gli spettacoli di artisti come, ad esempio, Deflorian/Tagliarini, Roberto Latini, Frosini/Timpano per “venderli” agli stranieri come prodotto culturale contemporaneo romano? Tra le migliaia di turisti che affollano Roma ogni giorno forse ce ne sono 50 o 100 ai quali piacerebbe lasciarsi sedurre dal teatro.

Last but not least

Se vuoi fare l’esperienza o consigliarla a qualche amico, eccola:

 

Simone Pacini

Simone Pacini si occupa come consulente free lance di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono stati realizzati in 18 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per la cultura, in collaborazione con università e imprese culturali. Nel 2018 è uscito il suo primo libro “Il teatro sulla Francigena”.