Assitej Italia a Prato è In-Forma (e Contemporanea)!

Dopo l’edizione 2016 di Bologna (qui c’è un report) della quale eravamo stati social media partner, per l’annuale evento di formazione e networking degli operatori di teatro ragazzi soci di Assitej Italia ho condotto il modulo Social, communties, adv diviso in due parti ripetute due volte: la prima su digital marketing + Facebook advertising, la seconda su social media storytelling + Instagram Stories.

Assitej Italia

Laboratorio “Social, communities, adv”

Due moduli concepiti per essere frequentati anche singolarmente, mixando teoria e pratica. Abbiamo simulato una campagna a pagamento su Facebook (constatando amaramente un crollo del 20% da gennaio per le visualizzazioni dei post NON sponsorizzati) e realizzato alcune Storie di Instagram (lo storytelling del momento con 200 milioni di Instagramers che le usano su 400 milioni totali, dati di aprile 2017). C’è stato un buon afflusso (ho avuto circa 80 iscritti che sono riuscito a gestire grazie alla mia instancabile assistente Selene Demaria) e un grande coinvolgimento per avvicinare il teatro per le nuove generazioni agli strumenti digitali più innovativi.

Assitej Italia

L’inizio dei lavori, con il direttore di Contemporanea Edoardo Donatini, il direttore del Metastasio Franco D’Ippolito, il direttore del TPO Davide Venturini e la presidente di Assitej Italia Giovanna Palmieri

Gioia doppia per me perché eravamo a Prato, ospiti al Magnolfi Nuovo (nelle stesse sale dove quasi sei anni fa si è tenuto il primo storico #comunicateatro, a pochi metri da dove sono cresciuti) per l’evento organizzato dalla Compagnia TPO in collaborazione con l’edizione 2017 del festival Contemporanea organizzato dal Teatro Metastasio.

Assitej Italia al lavoro!

Sono stati tre giorni davvero intensi, durante i quali i quasi 100 partecipanti accorsi si sono misurati con laboratori legati a quattro temi: 1. Le relazioni internazionali: pratiche artistiche e organizzative nel teatro ragazzi globale; 2. Le forme e le tecniche della comunicazione digitale sul web e social; 3. Lo “sharing”: la condivisione (face to face) come modus per espandere e diffondere esperienze e conoscenze tra i membri Assitej su temi aperti; 4. L’On/Off stage: workshop con artisti in grado di interagire superando le barriere linguistiche.

La Compagnia TPO, sfruttando la sua pluriennale esperienza internazionale, ha chiamato numerosi professionisti dall’estero per sviscerare questi temi. Personalmente, anche se non ho potuto frequentarlo, ho trovato davvero innovativo “ALOA – Abitabilità&Armonia per gli spazi teatrali“. La descrizione: “non occorre essere fanatici del feng shui per rendersi conto di quanto l’estetica degli spazi (teatrali e non) influisca sul nostro umore e benessere. Inoltre proprio noi che ci occupiamo di arte per l’infanzia dovremmo curare i nostri spazi come luoghi piacevoli ed attraenti. Ecco quindi un workshop diretto dall’artista francese Lili Terrana specializzata nel design di spazi teatrali ed eventi connessi, festival, vernissage nell’ambito del teatro ragazzi. Con tecniche semplici ed ingegnose Lili ci aiuterà a trasformare con poco o nulla il reale in immaginario.” L’ho accennato anche durante il workshop: possiamo fare tutta la comunicazione social innovativa che vogliamo ma se i nostri spazi teatrali sono inospitali (e al front office sono maleducati) andiamo poco lontani…

Due serate al festival Contemporanea

mash_annamaria_ajmone

Mash – foto: Ilaria Costanzo

Durante i giorni di In-Forma i soci Assitej Italia hanno potuto seguire gli spettacoli degli ultimi due giorni del festival pratese, da sempre vetrina per proposte audaci e non convenzionali. Ho visto 6 spettacoli in due giorni, mi preme citare brevemente i due che mi hanno colpito di più. Il primo è  Mash di e con Annamaria AjmoneMarcela Santander Corvalán: le due danzatrici si incontrano in scena anche se inizialmente le due danze quasi si scontrano. Il ritmo caliente di Marcela non va d’accordo con l’impostazione “europea” di Annamaria. In scena si vestono fanno training come durante le prove, per svelarci via via il loro personale mash up di corpi e movimenti. Fino a diventare cavalle (?) in una sincronia estenuante. Coinvolgente. “La struttura musicale di Mash – mi ha raccontato Annamaria – è il frutto di una lunga ricerca e ha un valore drammaturgico fondamentale: i brani vanno dagli anni Settanta ai primi 2000, attraversano generi come il jazz, il blues e l’hip hop e provengono per la maggior parte da Asia, Africa e Centro America.” L’altra proposta è Minor Place di Giorgia Nardin: più che uno spettacolo un’azione collettiva a metà fra lo yoga, la meditazione e l’happening dove tutti siamo stati coinvolti condotti da Giorgia vestita da eroina pop, che si lascia guardare incessantemente nell’unico momento danzato. Una pausa catartica al termine di una giornata molto stancante. Un esperimento da ripetere, da proporre magari anche per operatori culturali delle varie reti nazionali e internazionali nate negli ultimi anni.
 
Voglio segnalare ciò che accomuna questi due spettacoli: le luci di entrambi sono state realizzate da Giulia Pastore, light designer del momento, brava, appassionata e militante (lavora con Deflorian/Tagliarini e con alcune delle realtà più interessanti della nuovissima danza nostrana). Conosco Giulia da anni, la incrocio per i festival e la seguo sui social. Sarà che è donna in un mondo al maschile (quello dei “datori luci”) ma la ammiro molto, oltre che per il suo lavoro, anche per il senso di appartenenza verso gli spettacoli per cui lavora. La sua passione è coinvolgente e riesce a trasmetterla con grande naturalezza. In Mash costruisce un gioco di luci netto, raffinato che accentua le differenze fra le due coreografe (Marcela è “aggressiva”, Annamaria “dolce”) facendole in seguito incontrare. In Minor Place il disegno luci è perfetto per l’esperienza ai limiti dello zen che Giorgia ci fa compiere!
 
 
Giorgia e Giulia

Giorgia e Giulia

Passo e chiudo da Prato, a presto per nuovi report interattivi!

Copertina

Assitej Italia

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.

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