Guida galattica per il Fringe di Edimburgo #5: Doubts and Success

Siamo giunti a metà del nostro percorso. Il Festival è iniziato ormai da due settimane e noi saremo in scena fino al 24. Un solo giorno di pausa che è servito un po’ a riordinare le idee ma non a riposare. I primi dieci giorni di Festival sembrano servire solo a gettare i semi per quello che verrà in seguito. Sin dalle prime repliche abbiamo avuto giornalisti e operatori, ma  le recensioni e le proposte per successive date sembravano non arrivare mai. Abituati ad avere in Italia, ma anche in altri Festival all’estero, una sola replica o poco più, il tempo comincia a sembrarti eterno e la stanchezza non fa che generare dubbi. Il Fringe ti mette a dura prova non soltanto dal punto di vista artistico ma anche da quello organizzativo e umano. Reggere allo stress che genera una situazione prolungata di spettacolo in cui bisogna procacciarsi il pubblico, dove la competizione è estrema e si è sempre sotto i riflettori non è semplice.

La giornata tipo di una compagnia prevede: sveglia la mattina presto, programmazione del volantinaggio, volantinaggio, lavoro sui social network, confronto con l’ufficio stampa della propria venue (che spesso diventa una lotta per la visibilità dei propri articoli e recensioni), inviti agli operatori, incontri al Fringe Central, imprevisti tecnici, discussioni, montaggio, spettacolo, ancora volantinaggio, assistere ad altri spettacoli, fare la spesa, cenare, di nuovo spettacoli, show case, di nuovo imprevisti e soprattutto public relation.

MADE IN ILVA photo @Andy Phillipson

MADE IN ILVA photo @Andy Phillipson

Noi abbiamo cercato di seguire tutto quello che il Fringe poteva offrirci. Gli incontri al Central riguardano diverse tematiche e argomenti. Uno dei più frequentati è stato Meet the media dove era possibile incontrare giornalisti di diverse testate. Una fila lunghissima si è formata dal mattino in strada per riuscire ad entrare nell’ufficio alle due del pomeriggio. Operatori e artisti ansiosi di farsi conoscere, di avere un po’ di visibilità, alcuni con costumi vistosi, altri più sobri, ma tutti cercando di incuriosire e interessare la stampa e i blogger nei 2 minuti a loro disposizione. This is Edfrige, verrebbe da dire, anche se sono molti i dubbi che ci assalgono. Non riusciamo a capire se tutte queste cose servano davvero o se è solo un modo per dare quella parvenza di democraticità e libertà che il Fringe sostiene di avere. E’ vero che tutti possono partecipare al Fringe ma è poi così vero che hanno tutti le stesse opportunità? Qui le grandi produzioni fanno comunque da padrone e sono le Comedies che ricevono 5 stelle da qualsiasi blog, unico strumento per attrarre pubblico. I blog che vanno per la maggiore sono quelli che riescono a recensire più spettacoli possibili e che di conseguenza mandano agli spettacoli volontari reclutati all’ultimo momento, magari completamente a digiuno di teatro.

Parlando con altre compagnie abbiamo riscontrato e condiviso le stesse perplessità. Se da un lato ci si interroga continuamente sul senso di questa partecipazione con dati del pubblico e di incassi alla mano, dall’altro ci si lascia andare all’euforia del successo portato da reviews e nomination, che per un attimo di ti mettono  sul podio che sovrasta le oltre 3000 compagnie presenti.

Dopo giorni di attesa infatti sono apparse le nostre recensioni sui giornali più importanti: The Herald, The Times, oltre ai numerosi blog tra cui The Student e The Public Reviews. Ma la cosa che fino ad ora ci ha dato più soddisfazione e ha dato rilievo al nostro spettacolo ritagliandolo dalla moltitudine del fringe è stata senza dubbio la nomination al Total Theatre Awards, uno dei premi più ambiti del festival.

Non c’è più tempo per i dubbi, incrociamo le dita, rimbocchiamo le maniche e ci dedichiamo a mettere in luce i risultati raggiunti appiccicando ritagli con stelle e quotations sui nostri materiali promozionali, twittando e ritwittando ogni singola recensione, poche frasi, due parole che possano colpire l’audience. Queste sono le regole del gioco, Yes, this is Edfringe e così va vissuto ★★★★★   !!!

…to be continued…if we survive

New quotations

“A performance of punitive intensity” ★★★★ The Times

“an unrelentingly physical performance” ★★★★ The Herald

“provoking and innovative way” ★★★★ The Public reviews

“an incredibly strong piece of theatre” ★★★★ The Student

“this is a rare and wondrous piece of physical performance, a privilege to experience” Total Theatre

Photo by Andy Phillipson
Prossime puntate: 21 – 28 Aug 2014
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Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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