Guida (post) pandemica per teatranti itineranti incalliti: tornare “live” tra coprifuoco e restrizioni

Eccoci di nuovo, non da Pune, come promesso nel precedente racconto, ma dalla remota regione del Nagaland. Ultima tappa del nostro tour e unico momento in cui riusciamo di nuovo a scrivere. 

Coprifuoco in Nagaland

Siamo infatti in una sorta di “riposo forzato” perchè in questo momento avremmo dovuto condurre il secondo giorno di workshop del nostro progetto Beyond Borders all’Hornbill Festival, ma purtroppo un tragico evento ha portato alla sospensione di tutti gli eventi del programma del festival. La mattina del 5 dicembre infatti alcuni civili sono stati uccisi dalle forze armate indiane perchè scambiati per ribelli e ora tutto lo stato è in una sorta di coprifuoco fino allo svolgimento dei funerali. 

La regione del Nagaland si trova infatti al confine con la Birmania e, come abbiamo avuto modo di constatare, non è un luogo semplice, come tutti i territori di confine. E così anche noi ci siamo dovuti fermare dopo gli intensi giorni di lavoro che hanno riempito completamente le nostre giornate in India. 

Tornando alla nostra guida post – pandemica,  dobbiamo dire che in questi tempi, tutto è diventato più complesso e perciò il tempo a nostra disposizione per svolgere le attività programmate  sembra non bastare mai, dato che al lavoro prettamente artistico bisogna aggiungere una serie di altre attività organizzative al fine di di capire le regole che cambiano continuamente, nei diversi stati indiani, ma anche risolvere problematiche e adattarsi ai numerosi imprevisti che si creano. 

Il Festival IAPAR a Pune

Arrivati a Pune infatti, dobbiamo subito cambiare la nostra sistemazione in Hotel: la nostra scelta di un luogo provvisto di uno spazio per fare un po’ di training e prove, nel caso in cui ci avessero messo in quarantena, si rivela sbagliata. La sala per lavorare è infatti a nostra disposizione, dato che le lezioni di yoga sono al momento sospese per la festività del Divali, però la camera per alloggiare la troviamo in uno stato disastroso, non è stata pulita dopo l’ultimo ospite e nonostante la buona volontà dei proprietari non ci sembra davvero il caso di restare in un luogo non sanificato.

Dobbiamo quindi cambiare la nostra sistemazione e optare per un hotel con uno standard più alto per non incorrere in queste problematiche. 

Nonostante gli imprevisti e le difficoltà da affrontare, il lavoro ricompensa sempre tutto.  Le emozioni che si creano entrando di nuovo in contatto diretto con le persone, le culture, i paesi e i luoghi che stiamo attraversando, sono la cosa più importante per noi e l’esperienza dello IAPAR Festival comincia nel migliore dei modi. Possiamo assistere agli eventi di apertura, avvertire il calore del pubblico e soprattutto lavorare di nuovo dal vivo condividendo il nostro lavoro attraverso un workshop di due giorni molto partecipato. 

Workshop The Organic Body, Festival IAPAR Pune

Tornare ad interagire con i nostri corpi, sentire le presenze dei partecipanti, il loro respiro, i loro sguardi, ci fa entrare in un’atmosfera densa di energia positiva, che percepiscono anche le persone che osservano il workshop. la direttrice dell’Istituto Italiano di cultura di Mumbai, che ci raggiunge a Pune per assistere al nostro progetto, ci confessa di aver percepito una bellissima energia condivisa, entrando nella sala di lavoro. Il gruppo è molto variegato, ci sono attori e danzatori professionisti ma anche studenti e appassionati di teatro, e questa commistione diventa il vero punto di forza per il gruppo, lo stimolo per contaminarsi e scambiare esperienze.

Al termine del workshop, chiudiamo le tende della luminosissima sala del Kalachhaya cultural centre, accendiamo il nostro video proiettore, ci sediamo a i nostri tavolini, e siamo pronti per presentare Lockdown Memory ai partecipanti, che per un attimo diventano spettatori. La formula della conferenza spettacolo ci consente infatti di presentare un nostro lavoro al festival, dato che vi sono ancora restrizioni legati allo spettacolo dal vivo.

Classica foto finale di gruppo e l’arrivederci alla prossima edizione del festival dove torneremo con MADE in ILVA nel 2022.

Workshop The Organic Body, Festival IAPAR Pune

Verso Bangalore per la co produzione Dante Beyond Borders

Prima di partire per la tappa di co-produzione dello spettacolo Dante Beyond Borders, dovendo passare da uno stato all’altro dobbiamo effettuare un nuovo PCR test. L’operazione qui in India è semplicissima. Il test possiamo farlo direttamente in hotel con un costo davvero moderato e il risultato ci arriva in giornata.

Muniti di tutto possiamo partire per Bangalore. Andiamo in aeroporto con due ore di anticipo ma al nostro arrivo la fila in ingresso è interminabile. Hanno aperto da pochissimo i voli interni per cui ci troviamo di fronte ad una di quelle situazioni “a rischio” con calca e affollamento estremo. Gente che rischia di perdere il volo che spinge da tutte le parti, oltrepassa la fila e, chiaramente, non rispetta minimamente alcuna distanza di sicurezza. 

CI attrezziamo con doppia mascherina e affrontiamo l’interminabile fila, sperando di arrivare in tempo per il nostro volo. 

Ce l’abbiamo fatta, finalmente arriviamo a Bangalore pronti ad affrontare questa nuova sfida: realizzare una co-produzione Italia India, partendo dal lavoro fatto nella web serie Video Dante, per portare in scena un anno di lavoro e collaborazione a distanza con la danzatrice indiana Anuradha Venkataraman.
Un assaggio?
Ecco il trailer di lancio dello spettacolo.

Dante Beyond Borders – Trailer

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La tournée 2021 di Instabili Vaganti in India è sostenuta da: Ministero della cultura, Istituto Italiano di cultura di Mumbai, Istituto Italiano di cultura di New Delhi.
Partner: Istituto Italiano di cultura di Mumbai, Ahum Trust, TaFMA, Culture Monks

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