Grande successo (e oltre cinque milioni di visualizzazioni solo su Twitter) per Ivrea Cinquanta a Genova

Sono stati convocati a Genova da Marco De Marinis gli “Stati Generali” del Nuovo Teatro italiano per il convegno Ivrea Cinquanta. Mezzo secolo di Nuovo Teatro in Italia 1967-2017. Il convegno, organizzato da Teatro Akropolis, Comune di Genova – Direzione Cultura e Palazzo ducale – Fondazione per la Cultura si è svolto dal 5 al 7 maggio. Due giorni e mezzo fitto di relazioni (quella di Stefano Casi è già online) e tavole rotonde, ma anche delle testimonianze di Giuliano Scabia e Carlo Quartucci (che hanno ricordato con passione e immutata militanza Ivrea 1967) e di Pippo Delbono, in qualche modo erede di quella generazione. Ci sono stati anche due “interventi performativi” entrambi applauditissimi: il primo di Lorenzo Glejeses nella suggestiva cornice del centro di ricerca scientifica e tecnologica Casa Paganini – InfoMus, il secondo di Andrea Cosentino a Palazzo Ducale dove si è svolto tutto il convegno.

Ivrea Cinquanta è stato un momento importante del quale si parlerà per molto tempo (sulla pagina FB di Teatro Akropolis alcuni scatti). Nell’attesa di leggere i report delle varie testate online accreditate e sopratutto nell’attesa della pubblicazione degli atti (già annunciati da Akropolis Libri) potete scorrere lo Storify in fondo al post per assaggiare con i tweet i temi trattati, le parole chiave emerse e gli argomenti più dibattuti di Ivrea Cinquanta. Buona lettura! 

Ivrea Cinquanta: Giuliano Scabia e Marco De Marinis [foto: Luca Donatiello]

Ivrea Cinquanta: Giuliano Scabia e Marco De Marinis [foto: Luca Donatiello]

Ivrea Cinquanta: Roberto Cuppone e Pippo Delbono [foto: Luca Donatiello]

Ivrea Cinquanta: Roberto Cuppone e Pippo Delbono [foto: Luca Donatiello]

Il Convegno di Ivrea 1967

Nel giugno 1967 si tenne a Ivrea un convegno sul Nuovo Teatro, che riunì per la prima volta i protagonisti della neovanguardia italiana: da Carmelo Bene a Carlo Quartucci, da Mario Ricci a Giuliano Scabia, da Leo de Berardinis a Eugenio Barba. Sono stati chiamati gli “stati generali” della nuova scena nel nostro Paese. A cinquant’anni di distanza ci si propone di tornare su quell’evento fondativo, con il contributo di studiosi, critici, artisti, operatori, testimoni. Non solo per celebrarlo e riconsiderarlo in prospettiva, ma soprattutto per fare il punto su passato, presente e, possibilmente, futuro di quel radicale rinnovamento del linguaggio scenico, oltre che dei modi di produzione e organizzazione del teatro, che proprio negli anni Sessanta si avviò nel nostro Paese con caratteri peculiari e in buona misura indipendenti rispetto alle analoghe esperienze in atto negli stessi anni a livello internazionale.

Ivrea Cinquanta: Carla Tatò, Carlo Quartucci e Lorenzo Mango [foto: Luca Donatiello]

Ivrea Cinquanta: Carla Tatò, Carlo Quartucci e Lorenzo Mango [foto: Luca Donatiello]

#Ivrea50 nei social

Oltre cinque milioni di impressions e quasi quattrocentomila account raggiunti su Twitter, senza contare Facebook (che non dialoga con Storify, ma sul quale l’attività è stata intensa) e Instagram (più adatto all’immagine e quindi meno per un convegno). L’azione social in occasione del convegno ha fatto sì che l’hashtag ufficiale #ivrea50 sia stato per tutti e tre i giorni “trending topic” nazionale durante le sessioni mattutine (a tratti il sesto e il decimo argomento più discusso su Twitter) insieme a eventi come il Giro d’Italia o il MotoGP, oltre ad essere stato quasi per tutta la durata dell’evento primo tra i temi dibattuti a Genova. A questo link trovi un pdf con i dati definitivi.

Il Live con Pippo Delbono

Lo Storify di Ivrea Cinquanta

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Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.

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