Correggendo Franceschini: Teatro ai Privati NO – Teatro ai Primati SI

Lo scorso martedì ho saltato l’appuntamento dei consigli. Il fatto è che ogni volta che cambia il governo, per istinto, devo andare a picchiare il mio cuginetto, so che è una cosa strana, ma è più forte di me. Quindi va a finire che sono io quello che ce le prende e quindi mi faccio qualche giorno al pronto soccorso. Però mi sono ripreso, giusto in tempo per andare a fare un po di Public Relations in una nota kermesse cinematografica a Los Angeles.

sobrio ricordo nano egidio oscar selfie E per scrivere un nuovo consiglio per salvare il teatro.

Dicevamo, è cambiato il governo e con lui il ministro della cultura, che era il più competente. I ministri della cultura sono bravi solo dopo che finiscono il loro mandato. Una delle prime uscite del neo ministro Franceschini è stata «Cultura e privati, nessun tabù», quindi di rimando, anche il teatro andrebbe affidato con più forza ai privati. Sono d’accordo e appoggio in pieno l’idea di Franschini solo se è disposto ad modificare leggermente la sua affermazione, ma di poco, mi basta scambiare una lettera, sostituire una v con una m ed avere:

<<Cultura e priMati, nessun tabù>>

Affidare il teatro non ai privati ma ai primati. Dare all’uomo un’altra opportunità e ripartire da zero, almeno nella scala evolutiva.

ehi ragazzi, facciamo finta che l’ultimo NON somigli a Lavia.

Dare in gestione teatri, affidare la direzione artistica e la regia (si, saranno registe e anche direttrici artistiche, chissenefrega del decreto di Bray, stiamo parlando di scimmie!) e far recitare le scimmie.

Stesso discorso per quanto la scrittura drammaturgica, l’ufficio stampa e la critica. In questi settori ci viene in aiuto il Teorema della Scimmia Instancabile, secondo il quale: una scimmia che prema a caso i tasti di una tastiera per un tempo infinitamente lungo quasi certamente riuscirà a comporre qualsiasi testo prefissato.

Possono riscrivere Shakespeare e Dante, figurati se non possono competere con le zozzerie che di norma vanno in scena in teatri tipo non_lo_scrivo_perché_può_darsi_che_mi_capiti_di_lavorarci_probabilmente_come_uomo_delle_pulizie.

Dal punto recitativo, che gli vogliamo dire alle scimmie? niente! Se non benebravibis e toglierci cotanto di cappello.

Ricordiamoci che nell’ordine dei primati fanno anche parte i Tarsi e i Lemuri, non facciamo i soliti razzisti tronfi del nostro pollice opponibile, bisogna dare opportunità di esprimersi anche a loro, d’altronde abbiamo fatto recitare gente come non_lo_scrivo_perché_può_darsi_che_mi_capiti_di_lavorare_anche_per_loro_probabilmente_come_uomo_delle_pulizie,

L’Homo Sapiens Sapiens dovrà saper aspettare quei milioni di anni prima di aver la possibilità di lavorare in un teatro. Un processo di miglioramento radicale per esser fatto a modino necessita di alcune ere. Il risultato non è sicuro, è pur sempre un esperimento per migliorarsi, se alla fine va male, anche se trascorreranno millenni, alla fine potremmo sempre contare su Albertazzi, lui ci sarà sempre, magari sarà un cyborg (ammazza da quanto tempo non vedevo scritta la parola cyborg) doppiato da Pino Insegno e Pannofino, magari un clone, ma lui ci sarà.

Prossimo appuntamento a metà circa del paleolitico, conferenza stampa nella sede di Roma-Pangea Festival

seguirà buffet.

Nano Egidio

Sono un ex nano da giardino ed ora nano di teatro.
Sono guestblogger di fattiditeatro con la mia rubrica "I Consigli del Nano Egidio per salvare il mondo". Scrivo con l'unico scopo di chiedere gli accrediti e non pagare i biglietti. Contribuendo ad affossarlo ancora di più, ma sempre con ironia.