Tutti in campo per Trasparenze 2017

Non è semplice raccontare Trasparenze 2017 in un breve post, come mi sono promesso di scrivere. In cinque giorni ci sono stati tanti (mai troppi) incontri, discussioni, emozioni, immagini e persino partite di calcio che fanno sì che una serie di appuntamenti diventino un festival in cui tutti sono coinvolti, nessuno escluso. Racconto brevemente quattro momenti che ho vissuto (nessuno di questi è uno spettacolo “canonico”) in quattro luoghi diversi.

A San Giovanni Bosco “Le città invisibili”

Si è cominciato nel tardo pomeriggio di mercoledì 10, nel luogo simbolo del festival sin dalla prima edizione ovvero il parchetto e ciò che gli sta intorno: la parrocchia, la ludoteca, la casa protetta e il teatro. Un attraversamento di questi spazi realizzato da tutta la community del Teatro dei Venti: gli allievi del Centro di Formazione Teatrale del Teatro dei Venti, detenuti e internati del Carcere di Castelfranco Emilia, richiedenti asilo del progetto “Mare Nostrum”, utenti del progetto l’Albatro/Teatro e Salute Mentale, ospiti della Casa Protetta San Giovanni Bosco. Oltre cento persone per il triplo e più di spettatori, in cammino dentro e fuori dai luoghi citati. Azioni semplici per uno spettacolo multiplo, in cui ci può stare anche sentire chi si lamenta per il teatro buio o per la scarsa visibilità. Perché vedere qualche centinaio di persone unite a brindare nel parchetto per l’inizio di un festival in una giornata quasi invernale è un momento difficile da dimenticare.

Al Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare i Cantieri di Trasparenze 2017

Insieme alla Konsulta (nei giorni di festival allargata a delegazioni di Roma e di Arezzo) che le ha selezionate sono andato a trovare le quattro giovanissime compagnie (Teatro Ebasko, The Baby Walk, Aleksandros Memetaj e Illoco Teatro) che hanno dato vita al progetto Cantieri (qui maggiori info). Abbiamo visto delle prove, con relative interruzioni e un piccolo dibattito finale: giovani spettatori sono entrati in comunicazione con giovani compagnie (i loro “fratelli maggiori”), le quali hanno “gettato la maschere” mostrando se stessi e i loro segreti. Far entrare nelle meccaniche produttive, nel ciò che c’è prima di uno spettacolo è fondamentale per costruire nuovi spettatori. E i commenti dei giovanissimi liceali di Arezzo dopo questa esperienza per loro totalmente nuova ne è la conferma.

Trasparenze festival

Selfone con la Konsulta allargata (circa 50 ragazzi 16-25 da Modena, Roma e Arezzo) prima di entrare ai Cantieri – foto: Chiara Ferrin

Alla Casa Circondariale “All’inferno – Furore e Rimorso. Appunti per un percorso di lavoro ispirato al Tieste di Seneca”

Durante Trasparenze 2017 la compagnia Kronoteatro ha realizzato un laboratorio con i detenuti della Casa Circondariale di Modena. Alcuni di loro già fanno laboratori teatrali con il Teatro dei Venti, altri erano alla loro prima volta. Così come per i Krono era la prima volta in un carcere. Questo processo mi è sembrato rivoluzionario: merito dell’intuizione e della generosità di Stefano Tè che ha messo da parte il suo lavoro in carcere per coinvolgere un’altra realtà su cui ha scommesso. Il risultato finale è stata una serie di azioni “Krono style” durante le quali al ritmo di musica dance i partecipanti hanno realizzato immagini ispirate a Seneca, mettendo spesso da parte la parola e stupendomi per aver immaginato così tanto in pochi giorni di laboratorio!

Trasparenze Festival: L'esito del laboratorio con Kronoteatro - foto: Chiara Ferrin

L’esito del laboratorio con Kronoteatro – foto: Chiara Ferrin

In piazza Mazzini “Footloose”

Per descrivervi l’esito del laboratorio condotto da TeatrInGestAzione vi lascio al video di Raffaele Manco che riesce a descriverlo perfettamente: un momento davvero emozionante per raccontare tutto Trasparenze2017!

Mi fermo qui, ci sarebbe ancora tanto da dire. Ho pure giocato a calcio, ma questo è stato già abbastanza “socializzato”. Se vuoi lasciarti travolgere dalle immagini guarda le gallery di Chiara Ferrin oppure cerca #Trasparenze5 sui social. Se vuoi scrivere un commento o lasciare un link su #Trasparenze5 puoi farlo qui sotto. A presto!

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.

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