
La mia storia è quella di una trasformazione: il racconto di come sono passata dai teatri e dai velluti delle platee al tendone di un circo e alla polvere del teatro di strada.
Sono nata in una famiglia di musicisti, cresciuta in sale di danza e conservatorio, sempre attratta dalla musica e dalla potenzialità espressiva del corpo. Il desiderio di ricerca e sperimentazione mi ha portato fino al teatro e l’ammissione all’Accademia Teatrale Veneta dove mi sono formata come attrice prediligendo sempre il lavoro fisico ed il teatro danza.
Valparaiso, Cile
Spesso però i percorsi della vita vengono dirottati dagli affetti, dalle relazioni, dagli incontri che ci “spostano” fino ad uscire dalla nostra zona di comfort e ci offrono la possibilità di scoprire e scoprirci in maniera nuova. Questo è esattamente quello che è accaduto a me.
Finita l’Accademia lavoravo in saltuari progetti di teatro e teatro danza, quando la mia coinquilina veneziana mi invitò a raggiungerla dall’altra parte del mondo, nel luogo del suo erasmus, Valparaiso, Cile. E così senza pensarci troppo presi il mio primo volo intercontinentale e dopo 17 ore sono atterrata oltreoceano.
Subito sono stata travolta da uno shock, climatico, linguistico, culturale che mi ha lasciato a bocca aperta. Appena arrivata, la mia amica mi ha trascinato in mezzo ad un turbinio di colori, musica, trampoli e balli sfrenati tra le vie del vecchio porto di Valparaiso, ero nel mezzo del maestoso Carnaval de los Mill Tambores. Tra il jet lag, e l’incomprensione di un linguaggio che non conoscevo, sono rimasta incantata, come Pinocchio nel paese dei balocchi. Questa sensazione nei giorni successivi non ha fatto che aumentare: ovunque questo magico porto, era intriso d’Arte e progetti culturali. Dai murales coloratissimi su tutti i muri, agli spazi riqualificati, il teatro di strada, i giocolieri ai semafori, i musicisti itineranti, tutto era un fermento di idee, progetti e condivisione. Sono bastate due settimane per convincermi a perdere il volo di ritorno e rimanere in quel luogo magico.

Teatro de Los Oprimidos
Lì ho scoperto il Teatro de Los Oprimidos e mi sono immersa in un progetto di teatro politico di sensibilizzazione sulla questione indigena, con cui ci siamo esibiti nei luoghi più improbabili, dal mercato alla stazione della metro. E’ stata un epifania: ho compreso la potenza che aveva il teatro impegnato, il teatro fuori dagli spazi istituzionali, il teatro che si rivolge a tutti, che arriva a chi in un teatro non entrerebbe.
Il Nuovo Circo
Un altro shock è stata la scoperta del nuovo circo e del circo sociale, che per me era sempre stato un mondo magico e misterioso, ma al contempo irraggiungibile. In quella città lontana moltissimi erano i corsi, i laboratori, gli spettacoli e gli spazi dedicati al circo, tutto a portata di mano. Ho vissuto in un centro culturale, lo spazio occupato più antico del porto, dove ho cominciato a frequentare corsi di acrobatica, acrobatica aerea e giocoleria. Lì ho anche conosciuto il mio attuale compagno Cristian, con cui ho cominciato a sperimentare e costruire i primi numeri di circo teatro e partecipato ai primi progetti di circo sociale nelle periferie del porto.
Oltre il fascino della scoperta delle possibilità fisiche del corpo, la cosa che più mi ha attratta del mondo del nuovo circo e del teatro di strada è stata ed è la sua versatilità, la capacità di uscire dagli spazi convenzionali, arrivare ovunque e raggiungere chiunque, di qualsiasi classe sociale o contesto culturale.
Mumiechispa, circo, teatro, danza
Oggi, a dieci anni da quel viaggio, la mia vita è una sintesi di quelle scoperte. Con il duo Mumiechispa porto spettacoli in festival ed eventi culturali, collaborando anche con il Circo Patuf. La mia missione è diventata quella di portare l’arte fuori dai circuiti tradizionali. Per questo abbiamo dato vita al “Progetto Cinita, circus of grid” nelle Dolomiti bellunesi: un’idea di circo sociale ed ecosostenibile che vuole riavvicinare il pubblico agli ambienti naturali attraverso lo spettacolo dal vivo. Proprio in questa ottica, lo scorso anno abbiamo inaugurato il primo buskers festival nel territorio di Sovramonte BL: il Sovramonte Buskers Fest.
Spero che il mio percorso possa essere uno stimolo per promuovere nuove contaminazioni culturali. Il mio desiderio è che l’arte torni a essere un bene comune, per tutti, e non un privilegio per poche nicchie di appassionati.
Maria Cristina

foto
Giulia Minolfi, @giuliaminolfiphotography
Antonio Sorbo, @sorbo5057


