Al Festival dello Spettatore di Arezzo, prima della chiusura dei teatri

È finita giusto in tempo, la quinta edizione del Festival dello Spettatore di Arezzo (sulla pagina Fb trovi video e immagini). Il focus di quest’anno sullo “spettatore digitale” ha messo al centro le evoluzioni (e le inevitabili contraddizioni) di una scena teatrale che sta cambiando.

Tantissimi gli stimoli dall’incontro sulle Residenze digitali (dove ho avuto la possibilità di raccontare per la prima volta dal vivo IsaDora – The TikTok Dance Project) e dalla giornata di studi su Lo spettatore digitale. Ho visto alcuni spettacoli e film nei teatri e nei cinema di Arezzo, ma voglio citare uno spettacolo che ho visto al computer dalla hall del mio albergo. Si tratta di OZz di Kanterstrasse/Straligut, un film interattivo ispirato a Baum in live streaming sulla piattaforma Ilsonar.it e proiettato sulla L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale) di alcune classi delle scuole aretine. Si è trattata di un’operazione davvero interessante sia per la qualità che come simbolo di forte reazione al momento storico: se i ragazzi non possono venire a teatro, è ora di far entrare il teatro nelle classi.

Di teatro, spettatori e possibilità del digitale abbiamo discusso con gli ospiti dei miei ultimi (chissà per quanto) quattro #SelfieStick “in presenza”:

Con Massimo Ferri, presidente Rete Teatrale Aretina
Con Giorgio Rossi di Sosta Palmizi, ideatore di Esercizi di fantastica
Con Savino Genovese e Viren Beltramo, autori e interpreti de Il mezzo
Con Maddalena Vallecchi Williams, interprete di The Right Way

Copertina

Al Teatro Verdi di Monte San Savino prima di Segnale d’allarme – La mia battaglia VR di e con Elio Germano [foto: Mara Giammattei]