StartUp Teatro 2015: sei tweet e un consiglio (per il futuro)

Domenica scorsa, appena tornato da tre giorni di StartUp Teatro con ancora addosso l’adrenalina da evento, mi arriva un’email dall’ufficio comunicazione del festival. “Lettera aperta” è il titolo: già capisco che le notizie non sono buone. Avevo già saputo dagli organizzatori delle difficoltà economiche di questa edizione, ma per posta elettronica arriva la sentenza: “la quarta e per noi ultima edizione”. Firmato: la rete di residenze teatrali pugliesi una.net (leggi la lettera aperta sul blog del festival).

Un momento dell'edizione 2015 di StartUp Teatro

Un momento dell’edizione 2015 di StartUp Teatro

Che dire, mi sembra inutile spendere troppe parole sullo stato di salute della cultura in Italia e sulla necessità del finanziamento pubblico, quello che mi sembra doveroso fare è testimoniare la mia esperienza (in questa edizione e in quella del 2013) e tracciarne un bilancio positivissimo: ho visto 6 spettacoli di sei realtà pugliesi, di un livello davvero sopra la media, ho respirato aria internazionale grazie al progetto Misteri e fuochi del quale ho lungamente parlato (qui puoi rileggere i miei racconti dal “Paradiso dei Tamburi”), ho fatto parte di una bella comunità teatrale costituitasi in quei giorni.

Il foyer del TaTà pronto per l'inizio di StartUp Teatro 2015 - foto: Rossella Menna

Il foyer del TaTà pronto per l’inizio di StartUp Teatro 2015 – foto: Rossella Menna

Poi, certamente, c’è il rapporto col territorio: mi immagino quanto sia difficile fare cultura nel Quartiere Tamburi (e il Crest, una delle “sette sorelle” della rete una.net lo fa benissimo). Se posso azzardare un consiglio, è il seguente: per il futuro (che sia il festival oppure altri eventi) sarebbe bello continuare ad abitare quel luogo surreale ma a suo modo affascinante che è l’ex campo di calcio Atleti Azzurri, di fronte al TaTà (il teatro abitato dal Crest e sede principale di StartUp). Il campo di calcio è stato ripulito e sistemato in occasione del Paradiso di Armando Punzo, nel quale sono stati coinvolti circa 50 cittadini di Taranto, nel futuro me lo immagino riempito di laboratori con i bambini, spettacoli di strada, concerti, street food locale. Dare una continuità artistica a quel luogo potrebbe consolidare il rapporto con il territorio e magari, perché no, sensibilizzare maggiormente le istituzioni.

Uno scatto dell'Ilva fatto durante l'Industrial Grand Tour: l'escursione in pullman con Isabella Mongelli

Uno scatto dell’Ilva fatto durante l’Industrial Grand Tour: l’escursione in pullman con Isabella Mongelli

Vi saluto con i miei foto-tweet sugli spettacoli, un modo per ricordare e condividere immagini e appunti:

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 17 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.