Fa un po’ effetto celebrare la Giornata internazionale della danza in piena pandemia, all’alba della fase due (che per lo spettacolo dal vivo è identica alla fase uno). Una notizia bella è che stasera su Rai Cinque (alle 20.55 e alle 24), per l’occasione, andrà in onda “1 meter closer” videocreazione coreografica in quarantena della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.
Si può creare a “distanza di sicurezza”? O addirittura ciascuno confinato in quarantena a casa propria? Ci provano un coreografo da Milano e una regista video da Torino, con la collaborazione dei danzatori –quasi tutti a Reggio Emilia- e di un musicista a Londra. Il coreografo può dare le proprie indicazioni anche via web, e la regista può scegliere le inquadrature e settare la telecamera anche a distanza. L’Aterballetto si affida dunque al proprio coreografo residente Diego Tortelli e alla videomaker Valeria Civardi.
Dopo Home sweet home, l’esperimento della Compagnia Egribianco Danza andato in onda il 3 aprile, di cui abbiamo parlato in una puntata di Amukina mon amour con l’ideatore Raphael Bianco (video sotto) e che potete vedere qui, ecco un nuovo progetto di videodanza “distanziata”. Forse è l’inizio di un genere, come afferma Gigi Cristoforetti, direttore di Aterballetto ed ideatore del progetto: “Il momento attuale ci chiede di formulare nuovi modelli, di continuare a perseguire un’estetica esigente, ma conformare la nostra creatività agli spazi nei quali possiamo danzare e ai canali di fruizione che abbiamo disponibili”.
“Vogliamo creare un’opera coreografica collettiva a distanza. –- aggiunge Cristoforetti – E usiamo il mezzo video non per “testimoniarla”, ma per “incarnarla”. Per renderla viva. Per collocarla in questo tempo. Per diffonderla il più possibile. In questo periodo così straniante abbiamo bisogno che l’arte racconti qualcosa che appartiene a questo tempo. E nel nostro caso, stiamo approfondendo la sperimentazione di forme coreografiche collettive, pur nell’isolamento dei singoli componenti. Il coreografo e co-regista da una parte, la video-maker e co-regista da un’altra, ciascuno dei danzatori separati.”
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