#ArchivolTU: a Genova il teatro ti dà del “tu”

Finisce oggi con una presentazione pubblica (ore 19 – ingresso libero, se non puoi venire seguici e interagisci con #archivolTU) e la visione collettiva dello spettacolo Cannibali di Kronoteatro (ore 21) il workshop di Social Media Storytelling che ho condotto al Teatro dell’Archivolto di Genova. In due settimane i partecipanti (per un 60% Under 25) hanno attraversato alcuni eventi proposti dal teatro di Sampierdarena raccontando la loro esperienza con gli strumenti del web 2.0 (qui una selezione dei post realizzati): lo spettacolo Operetta Burlesca di Emma Dante, il tour del teatro (ribattezzato “Archivoltour”), l’incontro con la compagnia Kronoteatro e l’evento La notte degli scrittori.

Un momento del lab #archivolTU al Teatro dell'Archivolto

Un momento del lab #archivolTU al Teatro dell’Archivolto

Formazione, promozione, racconto, nuove tecnologie: queste le parole chiave del progetto che è stato un primo passo verso la creazione di una community teatrale in dialogo costante tra azioni online (la condivisione dei contenuti, ad esempio tramite un hashtag) e offline (la creazione e la partecipazione a piccoli eventi live). In questo caso, la visita guidata mi è sembrato il momento più significativo: abbiamo attraversato un teatro e la sua storia condividendo i nostri appunti e le nostre emozioni sui social media. Il Teatro Gustavo Modena è l’unico esempio di teatro all’italiana tuttora esistente a Genova, anche se Sampierdarena è stato comune autonomo fino al 1926. Nasce alla metà del diciannovesimo secolo dalla volontà della nascente borghesia sampierdarenese di emanciparsi culturalmente dalla vicina Genova e dal suo teatro: il Carlo Felice. Dopo numerose vicissitudini è stato restaurato e riaperto nel 1997 e conserva oggi alcuni pregevoli pezzi originali.

Il Teatro Gustavo Modena in una foto d'epoca

Il Teatro Gustavo Modena in una foto d’epoca

Se il teatro mostra la sua faccia più sincera, se fa annusare il proprio inimitabile profumo, calpestare la graticcia e il ballatoio, toccare le corde, le gelatine, gli argani; se il teatro entra in una relazione di intimità con lo spettatore, allora ci sono sicuramente maggiori possibilità di coinvolgere e sviluppare nuovi pubblici (in inglese, che fa più cool, si dice “audience engagement” e “audience development”). E i social media possono enfatizzare, viralizzare, divulgare facilmente azioni come queste.

Tweet-palco quasi reale per gli storyteller di #archivolTU

Tweet-palco (quasi) reale per gli storyteller di #archivolTU

Se vuoi assaporare cosa è successo al Teatro dell’Archivolto in questi giorni, ti consiglio di scorrere (attraverso gli appositi tasti) questo Storify, il diario 2.0 con una selezione di post realizzato direttamente dai partecipanti durante il lab (posiziona il cursore sulle immagini per vedere le didascalie):

Simone Pacini

Si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono state realizzate in 13 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.

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