Tianjin: nel cratere di una tragedia industriale con Made in Ilva

In viaggio ad oltre 300 Km all’ora sul treno Pechino – Shangai, questa volta è da qui che vi scriviamo per raccontarvi la nostra esperienza al Beijing NanLuoGuXiang International Performing Art Festival, con lo spettacolo che, in questi anni di tournée mondiali, è diventato il nostro passaporto: MADE IN ILVA. Anche se in questo caso sarebbe più corretto dire MADE IN “LIVA”! E’ così che è stato tradotto in cinese il titolo dello spettacolo, come scopriamo poco prima di andare in scena. Semplice errore di trascrizione o l’ombra della censura governativa cinese arriva a lambire anche l’ILVA di Taranto?

Scherzi a parte, il festival ha già subito in passato tagli al budget da parte del governo, proprio perchè propone spettacoli con contenuti sociali e portatori di messaggi politici. Non a caso il nostro spettacolo è stato fortemente voluto dal direttore.

Il tema ambientale e la critica sulla condizione dei lavoratori in fabbrica trattati nello spettacolo, pur riferendosi ad un episodio prettamente italiano, dovevano servire infatti a stimolare il pubblico cinese a riflettere sul proprio sistema economico e industriale, e sulla condizione inumana dei lavoratori di questo paese. In Cina, a causa del controllo del governo, gli spettatori non hanno quasi mai occasione di assistere ad uno spettacolo di teatro politico. Attraverso MADE IN ILVA, è stato possibile parlare al pubblico in modo diretto e universale, superando la censura.

E’ quello che ci dicono molti spettatori al termine della prima replica al Drum Tower West Theatre di Pechino, quando veniamo invitati a rimanere sul palco per una sessione di Questions & Answers. Le domande e le curiosità sono così tante che l’incontro va avanti per ore, fino alla chiusura della sala. Ci rendiamo quindi disponibili a rimanere nel foyer per continuare questo interessante confronto, in maniera meno formale, facendo scattare un grande applauso generale. Studenti, professori, ricercatori universitari, altri artisti, ci tengono a restituirci le proprie impressioni, a suggerirci testi e temi ai quali il nostro lavoro li ha fatti pensare. E’ una generazione promettente e attenta ai nuovi linguaggi, quella del nostro pubblico qui a Pechino e a differenza della massa parlano quasi tutti inglese. Alcuni di loro ci seguono anche nelle repliche successive a Tianjin, portando amici e colleghi a vedere lo spettacolo.

MADE IN ILVA - Drum Tower West Theatre - Beijing

MADE IN ILVA – Drum Tower West Theatre – Beijing

Il festival, per la prima volta quest’anno, ha luogo anche al Grand Theatre della vicina città portuale di Tianjin. In questa città il 12 agosto 2015, è avvenuta una delle tragedie industriali più grandi nella storia della Cina, quando una serie di esplosioni ha devastato un’intera zona. Per diversi mesi, e forse ancora oggi, l’aria è rimasta contaminata dal cianuro di sodio. In effetti non è accogliente trovare in albergo la guida della città con annessa mascherina antismog. La gente è rimasta segnata da questo episodio e ci chiediamo subito come potrà recepire un lavoro come MADE IN ILVA. E’ a questo punto del tour che inizia per noi una grande sfida: parlare della tragica situazione lavorativa e di vita di una città italiana rispecchiando però un’altra grande tragedia avvenuta nella città cinese.

Tutto è pronto, la sala da oltre 300 posti di questo teatro in vetro, architettonicamente avveniristico, che si specchia nel lago artificiale dal quale emerge, comincia a riempirsi. La distanza tra palco e cabina regia è enorme e bisogna non lasciarsi distrarre dalla luce a laser puntata sugli spettatori che cercano di fare foto e video, o da quelli che entrano a spettacolo iniziato, consuetudine a cui abbiamo inutilmente cercato di opporci. Al termine della performance il pubblico è emozionato, alcuni piangono, molti sono entusiasti di aver visto un lavoro nuovo, sperimentale, in un teatro che solitamente offre una programmazione classica e operistica. Uno spettatore ci chiede se anche in Italia il nostro spettacolo è inserto nel circuito “main stream”, riempiendo teatri di tali proporzioni, immaginandosi il nostro come un paese aperto, culturalmente avanzato, dove le compagnie con circuitazione mondiale vengono riconosciute e valorizzate. Ci dispiace deluderlo e tornare per un attimo alla realtà che viviamo in Italia, quella di compagnia indipendente in un sistema teatrale “ammuffito” che relega le realtà come la nostra ad un circuito minore underground, off, e che non permette di programmare, se non raramente, spettacoli come il nostro, nelle stagioni dei principali teatri cittadini.

Made in ILVA - Tianjin Grand Theatre

Made in ILVA – Tianjin Grand Theatre

Ma non chiudiamo in amarezza, non è ancora tempo di tornare, ci aspetta la megalopoli cinese per eccellenza: Shanghai stiamo arrivando!

Non perdete l’ultima puntata dalla Cina con furore, state con noi su Instabili Vaganti On Tour per fattiditeatro.

Un ringraziamento speciale all’Istituto Italiano di cultura di Pechino per il sostegno e la collaborazione.

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Theatre company at Instabili Vaganti
Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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