#Worldtour2015 Montevideo – Verso la fine del mondo

La tournée in Messico è giunta al termine, un mese è passato volando, come noi in questo #worldtour 2015, sempre nei cieli tra Europa, Asia e Sud America. A malincuore lasciamo questo paese a noi così familiare e dove questa volta abbiamo percorso oltre 2000 km, dalla capitale nel distretto federale a Tampico al nord del paese e poi a sud attraverso la Sierra Madre orientale da Xalapa, città del caffè, alla coloratissima Oaxaca. Con questo sentimento di malinconia accompagnato però da una nuova curiosità, atterriamo a Montevideo, in Uruguay, fino ad ora il punto più a sud in cui abbiamo portato il nostro lavoro. Ci accoglie una città solare, non solo nel suo clima mite ma anche per suoi abitanti, sorridenti e positivi. Un luogo che ci sembra molto famigliare, per il suo cibo: farinata, pizza e ravioli, e la sua architettura molto più simile a quella europea. Percorriamo la rambla, l’arteria principale di Montevideo, un lungomare che sembra infinito, per raggiungere il Cerro, un quartiere popolare che ci raccontano essere stato fondato da anarchici italiani, dove si svolge la tappa uruguayana del Festival Teatro Para el fin del mundo, al quale abbiamo preso parte anche a Tampico in Messico. Qui presenteremo una replica di MADE IN ILVA in un contesto davvero particolare: una fabbrica abbandonata all’interno del PTI, Parque tecnologico industriale della città, e dirigeremo un workshop di 2 giorni sul nostro progetto internazionale MEGALOPOLIS. Non abbiamo nemmeno il tempo per ambientarci e adattarci al nuovo fuso orario che ci mettiamo a lavoro per costruire uno spazio scenico dentro questa ex fabbrica. Attrezzi abbandonati, strutture decadenti e nella parete di fondo uno squarcio che sembra rappresentare una via di fuga reale e metaforica per il nostro Eremita Contemporaneo, da sempre imprigionato nella sua gabbia e in cerca di espiazione. Dopo circa 8 ore di lavoro, dove c’era una rovina polverosa di quello che fu uno stabilimento di produzione di plastica, ora c’è un teatro con 4 ordini di tribune di pallet, americane, luci e amplificazione. Lo staff del festival ci mette tutto l’impegno per realizzare quest’opera architettonica improvvisata e la soddisfazione di creare uno spazio teatrale in un luogo in abbandono pervade gli animi di tutti. Tutto pronto per andare in scena, non senza piccoli inconvenienti tecnici dovuti alla pioggia abbondante ma che si risolvono magicamente pochi istanti prima dell’ingresso del pubblico. Nonostante la stanchezza andiamo in scena carichi, di fronte ad un numerosissimo e calorosissimo pubblico.

MADE IN ILVA al PTI del Cerro di Montevideo – Ph. TFM

Il ritorno umano è emozionante, abbracci, lacrime, ci sentiamo accolti nel migliore dei modi e pronti per condividere il nostro lavoro nel workshop che condurremo nei giorni seguenti con oltre 30 partecipanti che spaziano dai 17 ai 47 anni. Lavoriamo sul tema delle sparizioni forzate, in particolare sulla vicenda dei 43 studenti desaparecidos di Ayotzinapa, fulcro del nostro ultimo spettacolo Desaparecidos#43. Emerge subito quanto questa tematica sia sentita qui in Uruguay, dove i partecipanti più grandi riportano nel lavoro esperienze vissute durante la dittatura. Il livello emotivo è molto alto, proprio perché gli adulti ricordano questi episodi e i giovani studenti vivono la causa come se fosse la loro. Al termine dei 2 giorni presentiamo il risultato conclusivo nel Festival e mentre chiediamo giustizia per Ayotzinapa attraverso un canto popolare struggente proposto da un partecipante, vengono ricordate anche le tante persone scomparse qui in Uruguay.

Megalopolis#Montevideo - ph. A.Dorno

Megalopolis#Montevideo – ph. A.Dorno

Tutto si svolge in maniera così rapida ed intensa, in soli 3 giorni, che ci sentiamo già parte del Cerro e di questa affascinante città, dove la gente cammina in costume per il lungomare con il termos del matè sottobraccio, e si ritrova a cantare e suonare di fronte ai locali della città vecchia. Una città piena di vita, di animo, dalla quale prendiamo energia per la prossima tappa del tour: Argentina

Vogliamo ringraziare moltissimo tutti quelli che ci hanno sostenuto nella tappa in Uruguay : L’istituto Italiano di cultura di Montevideo; Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale – Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese – Ufficio IV; Italia & America Latina 2015; Regione Emilia-Romagna; Funder35 – Il fondo per l’impresa culturale giovanile; Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna.

Segui il #worldtour2015 su Instabili Vaganti On tour per fattiditeatro. Prossima puntata da Buenos Aires.

 

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Theatre company at Instabili Vaganti
Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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