Akropolis for real: un festival in streaming e la narrazione social degli studenti

L’undicesima edizione di Testimonianze ricerca azioni (qui il programma) si è svolta online dal 6 al 14 novembre 2020, rimodulata nel giro di pochissimi giorni, rispetto al programma inizialmente concepito, per via delle restrizioni sullo spettacolo dal vivo imposte dal DPCM di fine ottobre. Il festival, per scelta artistica e politica da parte dei direttori artistici Clemente Tafuri e David Beronio, non ha previsto spettacoli in streaming, ma ha proposto al pubblico incontri con artisti, critici e studiosi, seminari, approfondimenti e proiezioni di film e video documentari.

Il video finale del festival
Un’intervista di Matteo Brighenti su PAC:

PCTO

Si è voluto preservare in tutto e per tutto il senso e la linea artistica che hanno da sempre caratterizzato Testimonianze ricerca azioni. E proprio in quest’ottica si è voluto mantenere l’ormai consolidato appuntamento con il progetto PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) che accompagna il festival da tre edizioni, quest’anno trasformato anch’esso in una versione online.

Un’intervista di Lucia Medri per Teatro e Critica

Ideato e curato da Teatro Akropolis, il progetto ha coinvolto due classi del Liceo Artistico Statale Klee Barabino di Genova, la 3D e la 4D, per un totale di trenta studenti e studentesse. I ragazzi e le ragazze hanno assistito a tutti gli eventi online del festival e sono stati coinvolti su più piani. Hanno incontrato lo staff di Teatro Akropolis, che li ha “accompagnati” dietro le quinte del lavoro legato allo spettacolo dal vivo, e hanno incontrato la crew di Oca – Osservatorio Critico Autogestito, con cui hanno realizzato recensioni e illustrazioni dell’evento.

Akropolis for real

Ma l’azione centrale del progetto è stata la creazione di un prodotto tutto loro. Infatti, quel che doveva essere un semplice incontro tra me e gli studenti, si è trasformato in un progetto pioneristico durante il quale, attraverso alcune riunioni su Google Meet e un gruppo WhatsApp creato per l’occasione, abbiamo ideato e animato un profilo Instagram totalmente gestito dagli studenti che si affiancasse alla comunicazione ufficiale del festival (qui c’è un articolo con video sul Secolo XIX che racconta il progetto).

Il segnale che qualcosa di nuovo e stimolante stava per accadere l’abbiamo avuto subito, quando ho proposto di ideare un nome e un logo per il profilo. Noi avevamo pensato ad un generico “Akropolis teens” sulla scia del canale omonimo aperto dal Museo M.o.M.A. di New York (ma anche in seguito da La Galleria Nazionale di Roma). Invece i ragazzi hanno centrato subito il nocciolo della questione: il nome doveva venire da loro, da quello che sentono vicino e dal loro slang. È nato “Akropolis for real”, Akropolis “quello vero” in un originale gioco di parole che ha fatto sì che gli studenti si appropriassero fin da subito del progetto. Quando, immediatamente dopo, abbiamo lavorato sul logo creando una versione colorata dell’originale disegno che accompagna tutte le attività di Teatro Akropolis, ho capito che eravamo su una buona strada.

Ma che di tipo di post dovevano realizzare i ragazzi per Akropolis for real? Ho chiesto loro di scomporre, sezionare, reinterpretare le immagini che hanno via via composto il festival, in un’edizione privata della dimensione live ma che in streaming restituiva ugualmente quel senso del dibattito e dell’approfondimento tipico del “team” di Teatro Akropolis. L’obiettivo era quello di raccogliere per immagini la loro visione del festival, il mood di adolescenti costretti a seguire un evento da uno schermo. Per questo, tra le indicazioni che ho dato loro c’erano quelle di lavorare sulle parole chiave, sul concetto di visione domestica, e su come aumentare i follower.

Il linguaggio del corpo, quello teso di Alessandra Cristiani, quello comico di Andrea Cosentino, quello politico dei tanti artisti coinvolti, è stato la chiave per stimolare i ragazzi che hanno risposto con un grandissimo entusiasmo, sollecitati dal team Akropolis e dalla prof.ssa Claudia Campanella.

Il progetto ha al momento 54 post e 171 follower, abbiamo concluso questo primo momento (sono previsti ulteriori step per i prossimi progetti di Teatro Akropolis) con una grid che riassume per immagini e parole chiave il “sentiment” di questi 10 giorni di formazione a distanza.

Conclusioni

La DAD unita alla chiusura dei teatri ci ha messi nelle condizione di poter osare, senza imporre niente agli studenti ma cercando di tirar fuori la loro creatività digitale partendo da una situazione eccezionale per realizzare un progetto che auspichiamo diventi normale: sviluppare il coinvolgimento degli studenti alle performing arts anche partendo dalle nuove tecnologie, dai social e dagli smartphone. Per creare nuovi spettatori consapevoli e reattivi.