Anghiari Dance Hub 2020: la danza in scena sul web

Nella mia unica “fuga” da Roma di questa seconda ondata, son stato a conoscere i quattro giovani coreografi selezionati da Anghiari Dance Hub 2020, Centro di Promozione della Danza (link al sito). Ho potuto assistere alle prove e realizzare un #SelfieStick con ognuno di loro, in un Teatro di Anghiari trasformato in un set cinemtografico. Le restituzioni si sono svolte, on line, il 4 e 5 dicembre 2020. La danza nel formato breve si conferma il contenuto giusto per il web (ricordiamocene anche a fine pandemia), sopratutto se farcito con un’introduzione “live” che ci fa conoscere i volti dei protagonisti del progetto.

Venendo agli spettacolo, come è accaduto l’anno scorso, il livello mi è sembrato davvero buono, i lavori sono mediamente pronti per circuitare (quando ce ne sarà l’occasione). Condivido qui qualche appunto!

Golden Hour di Silvia Oteri

Golden Hour di Silvia Oteri

Ha aperto le presentazioni, venerdì 4, Golden Hour di Silvia Oteri, anche interprete insieme a Erika Boschiroli e Marta Greco. Lo studio “è centrato sull’istinto di sopravvivenza e la consapevolezza del nostro essere mortali che convivono nell’animo umano”. L’ora d’oro delle tre danzatrici è nel gesto esposto, nel ritmo sincopato, nell’intimità tribale. Guardando lo spettacolo mi è venuta in mente, per i ritmi, i colori e i costumi, la postmodern dance di Merce Cunningham che ebbi modo di vedere dieci anni fa all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel finale, queste soavi marionette ci stupiscono unendosi grazie un filo, a creare un’immagine da alba del nuovo millennio.

Evento di Giulio Petrucci e Jari Boldrini

Evento di Giulio Petrucci e Jari Boldrini

A seguire abbiamo assistito a Evento di Giulio Petrucci e Jari Boldrini, spettacolo finalista al premio Twain_DirezioniAltre 2020 e selezionato per la Vetrina Anticorpi XL 2020. “Trasmettere all’osservatore un’esperienza del corpo senza nessun tipo di filtro”, così nasce questo spettacolo. Una danza talmente asciutta da far sparire anche le quinte del teatro, che si presenta nudo. C’è un legame molto intenso tra i due, che hanno iniziato la loro collaborazione nel 2018. La loro danza intima mi fa pensare al voguing, alla street dance, al can can, ma anche a un tapis roulant, o ad altre attività da palestra. Così alti e affusolati come cigni neri, come puledri che scalciano.

Scritto in tre C di Giorgia Fusari

Scritto in tre C di Giorgia Fusari

Il giorno dopo, sabato 5, è stata la volta di Scritto in tre C di Giorgia Fusari, interprete assieme a Serena Pedrotti e Maria Chiara Vitti, ideato all’interno dell’incubatore C.I.M.D. (Centro Internazionale Movimento e Danza), progetto sostenuto dal MiBACT. “Una rete dinamica di relazioni tra i corpi e il luogo che essi abitano” ma anche una danza-rito, un cruciverba di corpi, una collezione di personaggi: le tre interpreti danzano la loro vita, senza filtri e senza sconti per nessuno.

Eufemia di Giorgia Lolli

Eufemia di Giorgia Lolli

Ha concluso Anghiari Dance Hub 2020 Eufemia di Giorgia Lolli, in scena assieme a Sophie Annen e Vittoria Caneva. Sicuramente il più teatrale dei quattro studi presentati, riesce a raccontare i tic e le pulsioni della Generazione Y, in bilico fra romanticismo del vintage e sovraesposizione (e competizione) da Instagram. Le tre interpreti, “arredando le stanze di un mondo utopico”, ripercorrono le fasi delle loro giovani vite ma anche di quelle delle generazioni prima di loro, in un cortocircuito di ricordi ed emozioni. Una coreografia complicata e completa, un viaggio che è appena iniziato.