Guida galattica per il Fringe di Edimburgo #9: Back to Scotland

Carissimi lettori di Instabili Vaganti on tour pensavate che la nostra Guida galattica fosse giunta al termine con la chiusura del Fringe di Edimburgo 2014? E invece eccovi a sorpresa un’altra puntata per tentare di rispondere al dubbio amletico che assale ogni compagnia o artista che partecipa al fringe: bellissima esperienza ma servirà poi a qualcosa? Porterà date e futuri ingaggi?

Noi di Instabili Vaganti non possiamo avere la risposta assoluta ma possiamo raccontarvi la nostra esperienza a meno di un anno dal fringe. Il nostro spettacolo MADE IN ILVA era stato notato, tra gli oltre 3000 spettacoli in programma, dalla direttrice del prestigioso Eden Court Theatre di Inverness, il teatro della città del mostro di Lochness, lo stabile delle affascinanti Highlands, e così eccoci di nuovo in Scozia, anche e soprattutto grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di cultura di Edimburgo.

L’Istituto Italiano si era già dimostrato un valido partner durante il Fringe con un eccellente lavoro di coordinamento della piattaforma delle compagnie Italiane, ed ha mantenuto il suo ruolo di promotore del teatro italiano in Scozia, rendendo materialmente possibile il ritorno di alcune compagnie che a Edimburgo si sono fatte notare per la qualità del proprio lavoro.

Dopo la partecipazione come maestri al Physical Fest di Liverpool questo è sicuramente uno dei risultati diretti della nostra partecipazione al fringe. Una data he un valore molto più grande di una semplice replica. Immaginativi uno spettacolo sperimentale che parla di una città italiana dell’estremo sud, Taranto, presentato ad un pubblico di scozzesi separatisti dell’estremo nord dell’Europa. MADE IN ILVA non avrebbe mai trovato spazio in un teatro come l’Eden Court se non per la decisione della direttrice di fare una proposta forte, per rompere gli schemi, proponendo al pubblico di Inverness un tipo di lavoro innovativo e fino ad ora assente dai cartelloni della capitale delle Highlands. Una bella scommessa che si gioca all’interno di un sistema teatrale incentrato sulle grosse produzioni da tutto esaurito e sulle operazioni di marketing per vendere più biglietti possibili. Così ci ritroviamo nella stagione del One Touch theatre, la sala più “piccola” dell’Eden Court, con solo 250 posti! Nella sala grande in contemporanea va in scena “Biancaneve e le stelle del pattinaggio russo su ghiaccio”. Due sfide degne di un B-movie: “L’eremita contemporaneo VS Biancaneve” e “Il mostro di Lochness VS il mostro dell’ILVA”!

Ma la sfida più grande per noi consiste nell’arrivare in tempo ad Inverness per lo spettacolo. In fatti la flight schedule del nostro tour in UK è delle più “tight” come si direbbe da queste parti. Dà una certa ansia pensare di svegliarsi a Liverpool e dover andare in scena alle 8.00 di sera a Inverness, che si trova solo a 700 km più a nord! Organizziamo al meglio il nostro trasferimento e ci svegliamo alle 5.00 di mattina nella piovosa città dei Beatles, corriamo al bus che ci porta all’aeroporto di Manchester da dove decolliamo in orario. A parte la stanchezza tutto va tutto a meraviglia ed io decido che è giunto il momento di sperimentare nuove forme promozionali. Così, folgorato da un’idea geniale (solo nella mia opinione ovviamente) slaccio la cintura di sicurezza e con la mia bella faccia tosta mi dirigo verso la hostess, chiedendole se fosse possibile fare un PA, un annuncio ai passeggeri, avvertendoli che quella sera sarebbe andato in scena MADE IN ILVA all’Eden Court di Inverness, uno spettacolo di una compagnia italiana, assolutamente da non perdere!

Lei si mostra molto interessata e va subito a chiedere in cabina ma poi con il tipico fare “British” mi dice che non è possibile fare questo tipo di annuncio. Mi sento un genio incompreso, ma non ho il tempo di piangermi addosso poiché l’annuncio che arriva direttamente dal capitano è di tutt’altro tipo.

“Signori è il vostro capitano che vi parla, abbiamo un problema tecnico”

Da questo punto in avanti cari lettori cominciate a canticchiare nella vostra testa “Ground control to Major Tom…” perché Space Oddity potrebbe essere la giusta colonna sonora a ciò che seguirà.

Siamo sopra Edimburgo, manca poco alle Highlands ma a quanto riusciamo a capire dall’annuncio molto disturbato dobbiamo tornare a Manchester per riparare un guasto dato che nel piccolo aeroporto di Inverness non c’è un ingegnere. L’aereo vira improvvisamente, noi sbianchiamo, e appena ci riprendiamo dallo shock realizziamo che stiamo davvero tornando da dove siamo partiti.

Sappiamo che ultimamente per via della tematica di MADE IN ILVA abbiamo ricevuto pressioni politiche, incontrato ostacoli, censure ma dirottare un aereo per non far andare in scena lo spettacolo nelle Highlands ci sembra troppo! Eppure un vago pensiero ci sfiora…Scherzi a parte, eccoci di nuovo a Manchester a pensare se annullare la data o affidarci ciecamente al destino. Dopo quasi 3 ore di attesa e di Space Oddity nella testa decolliamo di nuovo e finalmente atterriamo nei prati verde fosforescente delle Highlands, in un aeroporto minuscolo in mezzo alle zone d’acqua, con un insolito sole a cui diamo presto l’addio per rintanarci a tutta velocità in teatro.

MADE IN ILVA ph. A.Phillipson

MADE IN ILVA ph. A.Phillipson

Per fortuna il One Touch theatre è davvero all’avanguardia in quanto dotazione tecnica e in tempo da record il montaggio è fatto. Disponiamo le sedute degli spettatori in maniera intima intorno alla scena, giocando con i piani mobili del teatro, che possiamo alzare e abbassare come vogliamo grazie ai suoi sistemi motorizzati di platee, palco, e tribune. Tutto è pronto. Si va in scena! Entra un pubblico molto eterogeneo che spazia dagli abbonati ad alcuni giovani, tutti incuriositi dalla bella e completa intervista di Margaret Christall uscita due giorni prima su What’s on North.

Con grande sorpresa alle 22.30 usciamo dal teatro dopo aver smontato ed imballato tutto e ritroviamo quella luce a cui avevamo detto addio nel pomeriggio, apprezziamo uno spettacolo che solo il cielo del Nord ti può offrire. Tornando alla nostra sfida. Anche se Biancaneve registra il tutto esaurito da una settimana non può fermare questa piccola rivoluzione teatrale nell’estremo nord, che dimostra che il Physical theatre può trovare molto più spazio nelle programmazioni ufficiali delle venue britanniche e non solo nei fringe o nei festival.

Missione compiuta, si rientra alla base. Attraversiamo il centro di Inverness in un gelido mattino tutto scozzese rallegrato da un saggio di danze tradizionali eseguite da un ensemble di bambine in abiti folklorici e ci prepariamo per il decollo. Torneremo presto in UK, a ottobre, questa volta nel sud dell’Inghilterra, a Canterbury dove presenteremo MADE IN ILVA al Marlowe Theatre e condurremo un workshop per gli studenti dell’Università del Kent. Un altro risultato della partecipazione al fringe? Ve lo sveleremo nella puntata di ottobre in diretta da Canterbury.

Nel frattempo vi porteremo in India, Messico, Uruguay, durante le nostre prossime tournée, e in altri paesi lontani in cui siamo stati con i nostri progetti, attraverso un viaggio a ritroso nel tempo, nell’arco dei primi 10 anni della nostra instabilità vagante.

Leggi l’intervista su What’s on North

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Theatre company at Instabili Vaganti
Fondata a Bologna nel 2004 da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, la compagnia porta avanti una ricerca quotidiana sull’arte dell’attore e del performer e sulla sperimentazione dei linguaggi contemporanei. Instabili Vaganti opera a livello internazionale nella creazione e produzione di spettacoli e performance, nella direzione di progetti, workshop e percorsi di alta formazione nel teatro e nelle arti performative. Dal 2014 la compagnia cura la rubrica Instabili Vaganti on tour su fattiditeatro scrivendo diari di viaggio teatrali e reportage dei propri progetti internazionali in vari paesi del mondo.
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