“Il teatro fa del mondo un posto affidabile”. Intervista alla direzione artistica di Ogni luogo è un teatro

Sarà completamente realizzata in luoghi non teatrali la terza edizione del festival Ogni luogo è un teatro, dall’8 al 21 settembre 2023 a Vercelli. Si tratta di un progetto, firmato da Teatro di Dioniso, CuocoloBosetti/IRAA Theatre e ArteinScacco, che trae origine da due elementi differenti: il primo riporta alla stagione che Teatro di Dioniso ha realizzato per 16 anni ad Asti, il secondo dal periodo covid durante cui gli artisti si sono trovati a dover fare i conti con una realtà inaspettata: l’impossibilità di riunirsi in teatro per andare in scena.  Dal 2021 quindi il festival ha preso inizio orientandosi verso l’innovazione dei linguaggi artistici e aprendo nuove collaborazioni con la Città di Vercelli, in particolare con Cuocolo Bosetti/IraaTheatre e l’Associazione Arteinscacco.

Ho rivolto alcune domande a questa direzione artistica “a tre”. Mi hanno risposto Anna Russo per Teatro di Dioniso, Renato Cuocolo e Roberta Bosetti per IRAA Theatre e Livio Ghisio per Arteinscacco.

Simone Pacini. Nella locandina dell’edizione di quest’anno di #ogniluogoèunteatro c’è un attore in una barberia, esattamente sopra una delle classiche poltrone che si possono trovare dal barbiere. Mi pare un esempio lampante di come davvero ogni luogo possa diventare un teatro. Perché questa ostinazione di fare il teatro fuori dai teatri? 

Anna Russo, Renato Cuocolo, Roberta Bosetti, Livio Ghisio: Fin dalla prima edizione di #ogniluogoèunteatro nel 2021 la scelta artistica è stata quella di operare in spazi non teatrali: case, strade, piazze, negozi, musei e luoghi iconici della città, andando a consolidare e sviluppare una vocazione artistica di “teatro fuori dal teatro” condivisa dalle tre realtà che hanno ideato e realizzato il Festival: Teatro di Dioniso, Cuocolo/Bosetti ed Arteinscacco. La proposta si sviluppa quindi in questo senso, realizzando un’iniziativa che non si configura come stagione né come percorso di ospitalità, ma come azione progettuale che indaga le possibilità di coinvolgimento di nuovo pubblico – o meglio «non pubblico» – attraverso eventi strutturati ad hoc in spazi inconsueti e finalizzata alla creazione di una relazione innovativa con lo spettatore. Un teatro diffuso che abbraccia le comunità e diviene strumento di inclusione, confronto e dialogo, favorendo una promozione integrata a livello territoriale del patrimonio culturale dei territori e dei luoghi che abita e promuovendo la creazione di una comunità attiva e partecipe che trae benessere fisico e mentale dall’esperienza. Spazio della vita e spazio del teatro, realtà e finzione si devono sovrapporre. Per fare questo dobbiamo usare i luoghi per quello che realmente sono. Case, hotel, strade non sono scenografie ma trappole per la realtà.

SP: Vi andrebbe di descrivermi le tre location più belle (o più bizzarre) di quest’anno?

AR, RC, RB e LG: Sicuramente casacuocolobosetti  – abitazione privata di Renato e Roberta – che è una costante di tutte le edizioni. Il negozio da barbiere di Gianluca Mercadante “parrucchiere/scrittore”, il Museo Borgogna, Collezione Marazzato Mezzi storici, ANGSA (Associazione Nazionale Genitori soggetti autistici) che ospiterà un incontro sull’esperienza editoriale e libraria realizzata a Scampia da Vodisca Teatro,  e per finire, la Borsa del Riso, luogo centrale della vita della città, dove si vende, si compra si quota il riso e dove presenteremo Opera 3.0./Soldi produzione del Festival a cura di Cuocolo/Bosetti e Carlotta Sillano, musicista di Vercelli con cui dal 2022 si è attivata una collaborazione artistica.

SP: Il festival avrà dall’8 al 21 settembre la sua terza edizione, nella città di Vercelli. In che modo si sta sviluppando e consolidando il rapporto con la città e i suoi abitanti?

AR, RC, RB e LG: La nostra speranza è consolidare il rapporto con il pubblico di Vercelli e dintorni. Possiamo ascoltare e vedere migliaia di storie con un semplice clic. Quello che non possiamo fare è incontrare gli altri. Questo lo possiamo fare solo a teatro nel qui ed ora dell’incontro. Il festival è un’opportunità per la città. La nostra speranza è che la città ne colga il valore.

SP: Tra gli spettacoli, spicca il debutto di OPERA 3.0/ SOLDI riscrittura da Brecht di Cuocolo/Bosetti (con le musiche di Carlot-ta) compagnia che dall’Australia ha spostato da qualche anno la sua sede proprio a Vercelli (e quest’anno festeggia 45 anni di attività). A cosa andrà incontro il pubblico che assisterà a questo lavoro?

RC, RB: Sono più di dieci anni che Vercelli è diventata la nostra città sostituendosi a Melbourne. Per il Festival prepariamo ogni anno un lavoro nuovo, che debutta qui. Questa è anche l’opportunità per collaborare con diverse realtà cittadine. L’anno scorso era stata la volta di Maria Napoli con il suo Battiti. Quest’anno lavoriamo ancora, in Opera.30, con Carlot-ta una musicista di grande valore. E anche da qui che nasce la voglia di affrontare in maniera diretta e originale un classico del teatro musicale come l’Opera da tre soldi. Noi ci siamo divertiti a costruirlo.

SP: L’ultima domanda è la più difficile: cosa ti aspetti da questa edizione del festival?

AR, RC, RB e LG: Quello che ci aspettiamo sempre dal Teatro e che riteniamo sia una vocazione che al teatro appartiene: sviluppare il senso di comunità. Il teatro serve come un lucido di contrasto dinanzi al quale il nostro presente assume contorni più netti. Fa emergere le patologie dell’oggi, soprattutto l’erosione della comunità. Il teatro è una tecnica simbolica dell’accasamento; trasforma l’essere nel mondo in un essere a casa, fa del mondo un posto affidabile. Rende il tempo abitabile, anzi lo rende calpestatile come una casa.

Qui c’è il programma completo. Fattiditeatro è social media partner e sarà presente il 16 e 17 settembre per interviste, video e stories

Simone Pacini

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febbraio, 2024

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