Leo Bassi diventa Mussolini per il festival Anomalie

Avrebbe dovuto debuttare l’anno scorso a Roma “Io Mussolini” il nuovo spettacolo del grande clown francese (ma di origini italiane e attualmente residente in Spagna) Leo Bassi, ma questioni organizzative hanno rimandato la prima tappa italiana a ieri 7 settembre 2023.

La cornice è stata l’arena estiva del Teatro Tor Bella Monaca, proprio nel giorno in cui nel quartiere romano è stato realizzato un maxi blitz antidroga con 600 uomini delle forze dell’ordine impegnati in perquisizioni, sequestri e arresti. Lo spettacolo è il momento clou del festival Anomalie, a cura di Kollatino Underground con la direzione artistica di Nicola Danesi de Luca e Chiara Crupi, che da diciassette anni porta l’arte e il circo nella periferia della Capitale.

C’è il pienone, un bel mix di circensi e cittadini del Municipio. All’entrata troviamo il palco allestito con grandi scritte verticali DVCE e canzoni del Ventennio in sottofondo. Inizia un documentario dell’Istituto Luce che Leo Bassi interromperà entrando in scena vestito da Duce e professandosi Benito Mussolini in persona, misteriosamente ancora vivo. Si dichiara felice di essere finalmente di nuovo a Roma e soddisfatto dell’estrema destra che si sta affermando in mezza Europa, anche se dice che “Meloni non è fascista altrimenti se ne starebbe a casa con cinque figli a far le pulizie”.

È un Bassi che ancora riesce a far ridere e impaurire il pubblico tirando in platea uova al posto delle palline da golf e diventando sputafuoco ad acqua. Nel mezzo a queste scene irrompe la Storia, descritta evidenziando le iniziali simpatie Usa per Mussolini, citando le copertine di Time Magazine che lo ritraevano e aneddoti su Walt Disney e John Rockfeller. Quest’ultimo avrebbe telefonato al Duce dicendogli che avrebbe realizzato una statua di Titano fatta a sua immagine al centro del Rockfeller Centre. Questa statua esiste ancora e Bassi ce la mostra sullo schermo, anche se a New York fanno finta che non esista. Mussolini inoltre avrebbe fatto chiamare la vettura Fiat “Topolino” in omaggio al personaggio disneyano.

Il racconto storico è intermezzato da battute che non risparmiano nessuno, nemmeno gli intellettuali borghesi che vanno a teatro (noi!) e i tecnici teatrali. Bassi continua, in un crescendo comico-politico, arrivando a Hitler e alla battaglia Pearl Harbour che sancisce il dietrofront degli americani nei confronti dei regimi totalitari. Ma questa è la Storia.

Lo spettacolo invece ha un sussulto finale durante il quale Bassi prima afferma “Non sono Mussolini, sono Leo Bassi e faccio il clown” e poi si sdraia sui vetri rotti. Quello che verserà sarà “sangue per la fratellanza” e lo mostrerà citando Darwin, preso ad esempio dai dittatori per la sua teoria della “lotta per la sopravvivenza”. Ovvero del tutti contro tutti. Il sangue di Bassi invece omaggia gli studi successivi del grande biologo britannico, quelli sulla solidarietà tra gli animali. E quindi Bassi elogia l’amore universale, il concetto di “galassia” contro quello di “patria”, l’importanza di ridere di tutto, sempre, per aumentare la propria conoscenza.

È un messaggio davvero globale quello del vecchio clown, capace ancora di emozionarsi quando dedica sul finale lo spettacolo a Giorgio Bassi, suo nonno, scappato dal fascismo per fare il clown e il giocoliere in giro per l’Europa.

Il festival Anomalie prosegue questo fine settimana al Parco delle Canapiglie con spettacoli di circo tra cui la Compagnia Dromosofista, Otto Panzer, Duo Flosh. Il 15 gran finale, di nuovo al Teatro Tor Bella Monaca, con Antonio Rezza. 

Simone Pacini

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