Siamo tutti fattidicirco con #comunicacirco!

E anche questa è fatta! Dopo il teatro ragazzi di Maggio all’Infanzia a Bari il social media storytelling per le performing arts approda a un festival di circo contemporaneo: Mirabilia 2016 conclusosi da due giorni e che ha avuto le sue giornate clou dall’1 al 10 luglio a Savigliano e Fossano, in provincia di Cuneo.

#ComunicaCirco (questo il nome dei lab che abbiamo realizzato) è un’azione promossa da Ass. Giocolieri e Dintorni, nel quadro delle attività di Quinta Parete, progetto di sviluppo e coinvolgimento del pubblico di circo contemporaneo. in collaborazione con il Festival Mirabilia e il progetto Hangar – Re-inventare il futuro dell’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte coordinato da Fondazione Live Piemonte dal Vivo.

Ho visto oltre quaranta spettacoli e mi preme citare brevemente i più significativi. Nella mia top 3 vanno Douglas, l’intelligente assolo in cerca di danza di Robbie Synge; La Pli i Donn il teatro circo “endemico” da La Réunion di Cirquons Flex e i vertiginosi trampoli di Callings, la performance di strada degli americani The Carpetbag Brigade, per la prima volta in Italia dalle terre del The Burning Man.

Callings - foto: Andrea Macchia

Callings – foto: Andrea Macchia

Mi hanno colpito molto anche le esibizioni delle scuole di circo: Exit degli allievi della scuola di Cirko Vertigo prossimi al diploma dopo un percorso biennale sotto la guida di Milo Scotton e sopratutto Jusqu’au Made In dei francesi dell’Ecole Le Lido, la più importante scuola di circo professionalizzante del mondo. Un vortice di personaggi, azioni ed emozioni di circo, musica e teatro. Quasi due ore di spettacolo con 15 personaggi ben definiti e tecnicamente molto bravi.

Ma poi è doveroso citare il sogno, il mito viaggiante a cavallo e carovane di Bulle de reve del Cirque Bidon, leggendaria compagnia apripista del nouveau cinque che torna in Italia dopo 15 anni con tre mesi di tournée in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna (vale la pena dare un occhio alla tournée); l’affascinante mondo Diablo costruito da Tr’espace, la cupa poesia in bilico sul filo teso di Marion Collé, il gioco faticoso e preciso con i ciocchi di legno di Claudio Stellato, l’impeccabile tecnica di Circo Zoé e la geniale performance di El Karcocha, clown cileno che fermando le macchine e gli scooter a una rotonda si inserisce nei mondi privati delle automobili per crearne altri più giocosi e condivisi.

Circo Zoé - foto: Andrea Macchia

Circo Zoé – foto: Andrea Macchia

I partecipanti a #comunicacirco - foto: Andrea Macchia

I partecipanti a #comunicacirco – foto: Andrea Macchia

Insieme ai partecipanti a #comunicacirco, workshop di social media storytelling per il circo (qui il link ufficiale), abbiamo provato a raccontare il festival e il suo dietro le quinte (i volti dei protagonisti, gli allestimenti degli spettacoli, i comportamenti del pubblico ecc.) sui social media. Ho avuto ben quattro ragazzi under18 (la più giovane aveva 12 anni!) che hanno fotografato il festival con le loro macchine fotografiche per poi postare i contenuti postprodotti su Instagram e altri social.

Due di questi giovani hanno frequentato il lab con un loro genitore, a confermare quello che il circo fa e i social network possono enfatizzare: unire le generazioni in una partecipazione attiva, una produzione di contenuti interattivi e poetici. Questo è il nostro Storici (il diario 2.0 con i post di tutti i partecipanti al lab) riassuntivo, trovate altri contenuti sui social con #comunicacirco:

Simone Pacini

Master in Management per lo spettacolo alla SDA Bocconi, si occupa di comunicazione, formazione e organizzazione nel settore delle performing arts e degli eventi dal vivo. Esperto di social media e blogger, nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione teatrale 2.0. Gestisce il b&b Giorni felici a Roma.

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