Il mare a Milano! Mare culturale urbano si presenta (consigli teatrali 15-20mar)

La settimana è davvero interessante: Mare culturale urbano, Apache, parkour e Socìetas Raffaello Sanzio a Milano; Biancofango e Teatro del Carretto a Roma; Fibre Parallele, Daniel Pennac e Zaches Teatro in Toscana.

MILANO

AMLETO \ HAMLET UND OPHELIA BEFREIT Progetto e regia di Pūjādevī. Amleto: un eroe o un antieroe? Nella tragedia di Shakespeare, Amleto ha carne, ossa, voce, un ruolo di principe defraudato di un regno, di figlio orfano e attonito di fronte alla sensualità materna, ma soprattutto ha un tempo, un’era. Amleto vaga meditabondo nei torrioni del castello, tra le sue sale, ordisce piani, trama vendetta, rifugge l’amore, recita un ruolo da folle, alla ricerca di un’identità di adulto. Per Müller Amleto è la personificazione dell’uomo moderno, svuotato di ruolo, “non sta più al gioco”, non ha più tempo, vaga tra carri armati, nella solitudine degli aeroporti, non riesce a abitare più nemmeno il suo corpo e rompe la propria carne sigillata per abitare  “ai margini delle ossa, nel labirinto del cranio”. Amleto si svuota così di ogni eroismo per indossare la maschera tragica dell’uomo moderno, nauseato dal capitalismo contrapposto alla povertà delle periferie del mondo. (T. Out Off, 15-20)

APACHE \ Nell’ambito di Apache, in Prima Nazionale in scena MOUVMA! Nous, qu’avons encore 25 ans a cura di Anna Serlenga dramaturg Daniel Blanga Gubbay regia Anna Serlenga. Mouvma: in dialetto tunisino “movimento”, movimento dei corpi, in strada, che si fa movimento sociale. Nelle prime settimane del 2011, la Tunisia si infiamma di una rivolta che, come un rapido contagio, travalica i confini e si estende fino a toccare tutti i paesi del Nord Africa e oltre. Oggi, tra la polvere resta la dignità per un’azione sentita, anche fosse per un solo istante, come necessaria. MOUVMA! vuole essere il racconto di questa necessità. Tre ragazzi di Tunisi portano in scena davanti a noi frammenti di questo nostro tempo, che ci appartiene e ci sfugge. Ciò che di aperto c’è in questa loro esposizione di fronte a noi non è tanto una ferita, ma una domanda silenziosa: quale la vita che non ha bisogno di essere cambiata? (La Cavallerizza, 17-20)

FOCUS GENERE\ Continua la rassegna Focus Genere con Dehors/Audela in PERFETTO INDEFINITO, concept SALVATORE INSANA, ELISA TURCO LIVERI: sull’equivoco dell’autoritrarsi. Sulla resistenza ad abitare e ad indossare la propria identità. Sull’androginia e il misconoscimento. Verso il neutro. Tanto più perfetti quanto più indefiniti. Primo esperimento della ricerca concepita a partire dalla vita/opera di Claude Cahun, scrittrice, fotografa e attrice nata nel 1894 a Nantes, vicina al movimento surrealista negli anni Trenta, dimenticata a lungo e riscoperta solo da pochi lustri. Claude Cahun fu un’artista controversa e perseguitata a causa della sua omosessualità e delle sue origini ebraiche. Tutta la sua vita/opera, minata da constanti aggressioni e insulti, può essere definita come una continua rincorsa dell’identità mancata, concepita come resistenza e rivolta nei confronti di qualsiasi identificazione forzata. (Zona K, 14-15)

MARE CULTURALE URBANO \ Il mare a Milano ovvero sei giorni di presentazione di mare culturale urbano alla città. Mare culturale urbano è un centro di produzione artistica che arriva oggi in zona 7 a Milano in due spazi dismessi nei pressi dello stadio San Siro: Cascina Torrette di Trenno, aperto al pubblico da maggio, e via Novara 75, in costruzione nel 2016 sull’area messa a bando dal Comune nel 2014. Nel nuovo polo culturale, costruito sul modello di alcuni importanti centri europei, si integrano ricerca artistica e progettazione sociale, attivando processi di innovazione culturale, progetti di inclusione sociale e pratiche di rigenerazione urbana, con un forte interesse per la dimensione locale e uno sguardo aperto su quella internazionale. Dalla periferia ovest di Milano, mare si trasferisce temporaneamente in centro, per presentare alla città il suo progetto e indagare le opportunità che nascono dal considerare la cultura uno strumento di consapevolezza, benessere e crescita per ogni individuo, una leva di cambiamento e sviluppo sociale. Tavoli di lavoro con esperti italiani e internazionali, l’esposizione del plastico di via Novara 75, video installazioni, laboratori di serigrafia, cucito, legatoria, stampa 3D e falegnameria per bambini, aperitivi, degustazioni e dj set: sei giorni di appuntamenti aperti a tutti, dalla mattina alla sera, per scoprire quali opportunità possono nascere dall’avere finalmente il mare a Milano! (Triennale Expo Gate, 15-20)

Mare culturale urbano
Mare culturale urbano – foto: Luca Chiaudiano

PARKOUR \ Torna l’Urban Playground Team. La compagnia di Brighton, co-fondatrice del parkour, porta la performance STEAM il percorso immaginario, oltre il tempo e lo spazio, di una locomotiva. Un viaggio attraverso diversi mondi, da quello di Buster Keaton, al selvaggio West, dalla prima guerra mondiale ad un oscura e inquietante città del futuro. Parte integrante della performance è il coinvolgimento, al termine dello spettacolo, del pubblico in un entusiasmante workshop grazie al quale gli spettatori avranno la possibilità di mettersi in gioco e sperimentare in prima persona il linguaggio performativo dell’UPG Team: una miscela unica di diversi stili di danza fusi in perfetta armonia con “L’Art du deplacement” – l’autentico parkour francese. (T. della Contraddizione, 17-20 – il 15 Parkour Clandestino, open call di parkour)

ROMEO CASTELLUCCI \ Socìetas Raffaello Sanzio in Giulio Cesare pezzi staccati intervento drammatico su W. Shakespeare ideazione e regia Romeo Castellucci. Dal suo debutto nel 1997 Giulio Cesare. Tratto da Shakespeare e dagli storici latini ha segnato profondamente la scena teatrale imponendo all’attenzione internazionale il nome di Romeo Castellucci, insieme a Chiara Guidi e Claudia Castellucci. Uno spettacolo oggi irripetibile, secondo il regista e drammaturgo di Cesena che lo riporta in scena optando per una versione più corta, scegliendo una serie di momenti emblematici, dei “pezzi staccati”. Sulla scena si fronteggiano e dominano l’intera vicenda i discorsi di “…vskij” e Marco Antonio. Da un lato “…vskij”, allusione a uno dei padri fondatori del teatro, inserisce una sonda ottica nella cavità nasale fino alla glottide. Il percorso dell’endoscopio è proiettato su uno schermo che visualizza il viaggio a ritroso della voce fino alla soglia delle corde vocali. Dall’altro Marco Antonio, laringectomizzato, come l’attore che lo interpreta. Dal piedistallo, con la sua tecnica fonatoria compromessa, scandisce il picco retorico del dramma, l’orazione funebre. Un dire sgolato dove la voce è solo un vibrare di commozione che fuoriesce grazie alla “ferita”. (T. del’Arte, 15-20)

SCIMMIE NUDE \ Torna CROMOSOMIE Viaggio sui generi(s) (la recensione) monologo scritto da Gaddo Bagnoli con Andrea Magnelli sull’identità di genere, al limite tra scienza e poesia. CROMOSOMìE è il risultato di una intensa ricerca attraverso le differenze, le similitudini, le incompatibilità e le complementarietà che esistono tra i sessi umani ed è uno spettacolo che si sviluppa al limite tra scienza e poesia. Il lavoro della compagnia Scimmie Nude vuole infatti indagare sulle presunte differenze che mai più d’oggi hanno cancellato i ‘confini’ del maschio e della femmina, sviluppando alternative sociali e genetiche che proiettano la nostra società verso un incerto futuro di comportamenti, reazioni, modalità e strutture di vita, ancora lontani e difficili da comprendere. Uno spettacolo che mostra tutti i limiti e le qualità della nostra fragile umanità attraverso il gioco di attrazione e riproduzione in un continuo confronto con la nostra natura biologica. Un percorso vivo che si concretizza sulla scena solamente attraverso il corpo/voce dell’attore,  lo spazio e pochi oggetti simbolici (un parallelepipedo rosso, una palla blu ed un uovo giallo); interessante per il rigore scientifico ed appassionante per il cuore poetico che lo pervadono; una analisi interiore ed esteriore che riesce anche ad essere comica nel confronto tra l’Uomo e quel cromosoma “Y” che fa la differenza. (Spazio Scimmie Nude, 20)

ROMA

In punta di piedi - Biancofango
In punta di piedi – foto: Manuela Giusto

BIANCOFANGO \ IN PUNTA DI PIEDI di BIANCOFANGO drammaturgia e regia Francesca Macrì e Andrea Trapani con Andrea Trapani. Il Teatro dell’Orologio festeggia l’anniversario del lavoro che ha segnato la nascita della compagnia Biancofango, formata da Francesca Macrì e Andrea Trapani. A dieci anni dal debutto assoluto, torna in scena In punta di piedi. Firenze, l’adolescenza e il calcio. In punta di piedi nasce dall’intreccio di queste tre tematiche e dai profumi persistenti degli anni Ottanta, ancora troppo vicini per guardarli come una vecchia fotografia e a sufficienza lontani per avvertirne sulla pelle la ferocia della memoria. Un adolescente e la sua città, bella di una bellezza rara, ma refrattaria al gioco e schiava della competizione per natura. Firenze che ama farsi guardare, ma mai che ri-guardi, se potesse, colpirebbe alle spalle tutti quelli che vorrebbero possederla. Un adolescente e l’ossessione di una generazione, un fanatismo lungo un secolo: il gioco del calcio (T. dell’Orologio, 15-20)

DANZA \ Dominio Pubblico apre le porte alla danza. MOTO PERPETUO_prima deviazione, da un’idea di Anna Basti. E’ la messa in scena di un percorso. Un percorso frammentario, strutturato in fotogrammi. Ogni fotogramma racconta un spazio emotivo differente, creato grazie ad un lavoro specifico sul suono e sulla luce. Spazi emotivi utilizzati come momento di comprensione di sé, di relazione e di reazione a tutto quello che questo particolare momento storico riesce a frapporre tra noi e la costruzione di ciò che desideriamo. Il lavoro parte dalla ferma convinzione che questo sentimento di disagio, sempre più presente, sia un qualcosa di condivisibile, che non riguarda il singolo, ma che spesso singolarmente viene affrontato. A seguire HORIZON di e con Manfredi Perego, vincitore del premio Equilibrio. Horizon è lo strascico intimo di Dei Crinali. La vibrazione-ricerca di un paesaggio immaginario, luogo da vocabolario: inesistente nella realtà, profondamente connesso e vero nella percezione umana. Cammino verso un luogo che è allo stesso tempo interno ed esterno, astrazione di una sensazione dello spazio che esiste solo nel desiderio. L’emozione muove il corpo-metafora, concedendosi di essere in un luogo che non esiste se non per definizione, in un atto liberatorio – e laboratorio – per un corpo reale che si misura con l’irreale possibilità di mutare sull’orizzonte. Horizon dà corpo a una poesia-vertigine celata, a un lavoro fisico e mentale di totale svuotamento, cercando di vivere la sensazione di un’immagine che inevitabilmente circonda il corpo. (T. Argot, 18-20)

DOIT FESTIVAL \ Prosegue Doit Festival (qui il #SelfieStick con le direttrici artistiche) con GENERAZIONI di e con Alessandra Cappuccini regia Mario Umberto Carosi. Nonna, madre e figlia. Tre donne. Tre storie individuali si intrecciano al racconto della Grande Storia: la seconda guerra mondiale, le contestazioni studentesche degli anni 60/70 e l’attualità. Tre società messe a confronto, ognuna con la propria morale, con le proprie regole non scritte, cui queste donne si ribellano. Tre storie di coraggio che raccontano la forza dell’individualità e dell’essere donna. A seguire CITIZEN X di Manuela Rossetti con Antonella Civale digital performer Simone Palma: in atmosfere surreali, create dalla luce digitale, più vicine al linguaggio cinematografico e onirico che a quello teatrale, si muovono cinque personaggi, cinque punti di vista provocatori, a tratti fumettistici, sul mondo del lavoro. Colloquio, inoccupazione e disoccupazione attraverso la lente di ingrandimento tragicomica che esalta le stranezze e le assurdità della realtà sociale in cui viviamo. La settimana si conclude con CUTE Ideazione Scenografica e Coreografica Lisa Rosamilla spettacolo di teatro-danza con musica dal vivo. Un quadro vivente, un racconto di immagini e metafore legate alle sensazioni e ai vissuti di una superficie cutanea. Incontri, parole, segni, anche invisibili, tracciati sulla pelle, confine tra il mondo interiore e la realtà esterna, si restituiscono attraverso una silenziosa e danzante comunicazione col tessuto creato con materiali di riciclo. (T. Planet, 15-20)

EVOLUZIONE \ Semintesta_Teatro presenta MY GENERATION – un’epopea moderna per una evoluzione della specie, primo studio, con Emanuele Capecelatro, Patrizia Ciabatta, Silvio Impegnoso, Armando Sanna progetto a cura di Matteo Davide. My Generation è la prima fase di un progetto drammaturgico più ampio dal titolo L’evoluzione della specie, un trattato scientifico-teatrale sul genere umano,  che si divide in due parti: presente e futuro. “My Generation”, rappresenta il tempo presente, un ritratto generazionale, una radiografia dei giorni d’oggi fatta attraverso un’ analisi scientifica delle dinamiche umane rapportate alla contemporaneità. (T. Studio Uno, 17-20)

GRECIA AL FEMMINILE \ MacroRitmi in scena con lo spettacolo Cittadine Straniere di Maria Teresa Di Clemente, regia Rosi Giordano e con Giulia Bornacin e Maria Teresa Di Clemente. Il testo nasce dalla lettura del saggio “Grecia al femminile” curato dalla storica francese Nicole Loraux e affronta il delicato tema dell’identità, della prostituzione minorile e la negazione dei diritti per le donne e gli stranieri. La Loraux, attraverso un lavoro di ricerca storica e letteraria, è riuscita a ricomporre le singolari vite di otto donne greche, strappate dall’ombra e dal silenzio in cui la loro civiltà le relegava, restituendo, in tal modo, dignità a migliaia di spose, figlie e madri di cui come voleva Pericle, nessuno ha parlato… “…la somma virtù per una donna perbene è che di lei si parli il meno possibile…” (T. Agorà, 15-20)

LE MILLE E UNA NOTTE \ Il Teatro del Carretto presenta LE MILLE E UNA NOTTE drammaturgia e regia Maria Grazia Cipriani scene e costumi Graziano Gregori. In quella che è una delle più straordinarie raccolte di storie di tutta la letteratura, il sultano Shahriyar, per vendicarsi dell’infedeltà della prima moglie, uccide sistematicamente le spose al termine della prima notte di nozze. Shahrazad, figlia del Visir, decide di porre fine alla strage. Si offre così come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza ed al suo fascino: racconta una serie interminabile di storie incastonate l’una nell’altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi. Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito e, al termine della narrazione, le rende salva la vita e rinuncia alla sua legge disumana. La narrazione de Le mille e una notte risale ad un millennio fa e pur il suo tema appare più attuale e moderno che mai. (T. Vascello, 15-26)

SCELTE \ Costellazioni di Nick Payne con Aurora Peres, Jacopo Venturiero regia Silvio Peroni. Costellazioni ci racconta  di universi paralleli e di libero arbitrio. Costellazioni non è solo una storia d’amore, ma è anche la possibilità, in universi paralleli, di vedere – almeno nella finzione drammaturgica – gli esiti delle nostre scelte. Nick Payne si è ispirato agli studi del fisico Hugh Everett che  teorizzò l’idea di una realtà non univoca. Secondo questa teoria esisteremmo in più mondi e le nostre vite sarebbero un continuo snocciolarsi di eventi che corrono lungo arterie spazi-temporali parallele e tutte vere, reali. (T. Brancaccino, 17-19)

TOSCANA

Minotauro zaches
Minotauro – foto: Guido Mencari

#10ANNIFIBRE \ Fibre Parallele (qui un report sul recente compleanno barese #10annifibre) presentano il loro ultimo spettacolo La Beatitudine (T. Francesco di Bartolo di Buti PISA, 19)

ANDREA ZORZI \ Compagnia Teatri d’Imbarco presenta Andrea Zorzi, Beatrice Visibelli in LA LEGGENDA DEL PALLAVOLISTA VOLANTE regia Nicola Zavagli (T. Dovizi di Bibbiena AREZZO, 16 – T. Dante di Sansepolcro AREZZO, 17 – Auditorium ex cantine Ricasoli di Gaiole in Chianti SIENA, 19 – T. Castagnoli di Scansano GROSSETO, 20)

ANNA POLITKOVSKAJA \ Il TEATRO DELLE DONNE presenta DONNA NON RIEDUCABILE Memorandum teatrale su Anna Politkovskaja di Stefano Massini con Elena Arvigo. Donna non rieducabile è un memorandum immaginario ispirato ai reportage di Anna Politkovskaja, giornalista russa nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per le sue critiche al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja viene assassinata nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. Tutt’oggi l’inchiesta è ancora aperta. Elena Arvigo propone un monologo di forte impatto e attualità in grado di stimolare il pubblico e far riflettere sul tema della libertà di stampa e la responsabilità del sapere. (T. Manzoni di Calenzano FIRENZE, 18-19)

​​DANIEL PENNAC \ In scena “un gioco teatrale” (nella definizione dei suoi protagonisti) dal titolo Un amore esemplare. Ad​ andare in scena, diretti dall’argentina Clara Bauer, sono uno scrittore e una fumettista, ovvero Daniel Pennac e Florence Cestac, con la complicità di Ludovica Tinghi, attrice e traduttrice in scena con loro​ e Massimiliano Barbini​. Il progetto nasce anche da un’amicizia, per essere più precisi da una cena fra due amici. Daniel Pennac e Florence Cestac si conoscono da molti anni e una sera, a tavola, Daniel​​ racconta a Florence la storia d’amore di Jean e Germaine, una storia così vera da sembrare inventata e così bella da dover essere condivisa. Quando era un ragazzino, Daniel Pennac trascorreva le sue vacanze a La Colle – sur – Loup, in Costa Azzurra. Sole, fichi e un grande pergolato sotto il quale si giocava a bocce erano gli ingredienti di quei periodi estivi. Lì, con il fratello Bernard aveva incontrato Jean e Germaine, una coppia: lui aveva l’aspetto di un grande airone calvo, lei​  ​​era ​sorridente, sottile, rosa. I due erano sempre felici e si restava intrigati dalla loro gioia di vivere. Senza figli, senza lavoro, Jean e Germaine vivevano un amore “senza intermediari”, un amore sedentario, “un amore esemplare”, appunto. E’ così che le parole di Daniel e la matita di Florence hanno dato vita a questa pubblicazione dell’editore Dargaud nell’aprile 2015, che ha avuto un successo immediato. Clara Bauer mette in scena Florence Cestac e Daniel Pennac  che, con Ludovica Tinghi, e la musica di Alice Pennacchioni, ci mostrano dal vivo l’origine di questa idea servendosi del mezzo teatrale per raccontare a un nuovo pubblico la storia di Un amore esemplare. (Il Funaro di PISTOIA, 18-19)

GLI OMINI \ Cinquantesima replica per La Famiglia Campione de Gli Omini: cheers! (Castello Pasquini di Castiglioncello LIVORNO, 17)

GOLDONI \ Gitiesse Artisti Riuniti presenta Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, con la partecipazione di Andrea Giordana IL BUGIARDO di Carlo Goldoni e con Lorenzo Gleijeses e Mauro Gioia, regia Alfredo Arias scene e costumi Chloe Obolenski (T. Salvini di Pitigliano GROSSETO, 17 – T. Alfieri di Castelnuovo Garfagnana LUCCA, 18 – T. della Rosa di Pontremoli MASSA, 19 – T. Petrarca di AREZZO, 20)

IBSEN \ Associazione Teatrale Pistoiese presenta Valentina Sperlì, Danilo Nigrelli, Roberto Valerio, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo in CASA DI BAMBOLA di Henrik Ibsen adattamento e regia Roberto Valerio (T. Excelsior di Empoli FIRENZE, 15)

MARIA PAIATO \ Archètipo/Teatro Metastasio Stabile della Toscana presenta Maria Paiato in AMULETO di Roberto Bolaño traduzione Ilide Carmignani regia Riccardo Massai (T. delle Arti di Lastra a Signa FIRENZE, 18)

MINOTAURO \ Zaches Teatro presenta Minotauro: l’intento è quello di provocare un coinvolgimento prima di tutto emotivo, ma in grado di far scaturire una riflessione profonda sulle controverse figure dell’eroe e del mostro: cosa identifica l’uno e l’altro? Cosa fa nascere la nostra ammirazione o il nostro disprezzo? Cosa conta di più: le imprese compiute o il come siano state compiute? (T. C’Art di Castelfiorentino FIRENZE, 17)

PASOLINI \ Teatro Metastasio Stabile della Toscana/Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2Mondi presenta PORCILE di Pier Paolo Pasolini regia Valerio Binasco con (in ordine alfabetico) Valentina Banci, Francesco Borchi, Fulvio Cauteruccio, Pietro d’Elia, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Franco Ravera (T. degli Industri di GROSSETO, 15)

TPO \ TPO presenta BABAYAGA. La messa in scena di “Babayaga”, celebre fiaba della tradizione popolare russa, è ispirata proprio alle tavole realizzate da Rébecca Dautremer, una delle più apprezzate illustratrici contemporanee per l’infanzia. L’allestimento della Compagnia TPO unisce così queste immagini al profilo cupo e misterioso di Babayaga, vero e proprio archetipo della cattiveria minacciosa e inquietante che può essere sconfitta se si agisce uniti. Lo spettacolo prende corpo attraverso le coreografie di Paola Lattanzi, le musiche originali di Spartaco Cortesi e le improvvisazioni voce e violoncello di Naomi Berrill, e grazie alle sontuose illustrazioni di Rébecca Dautremer, proiettate in grande formato su tutta la scena. (T. del Popolo di Castelfiorentino FIRENZE, 18)

VERO SU BIANCO \ Goretti/Nardin di nuovo in scena con Vero su Bianco (guarda le istantanee di Carolina Farina durante le repliche romane al b&b Giorni felici). (Circolo dei Baccanali di CARRARA, 19)